Ott 042012
 
 4 Ottobre 2012  Diario  Add comments

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supermercato inflazioneScendo dalla macchina e mi avvicino al supermercato, ho con me le due buste di tela che da un po’ hanno sostituito quelle di plastica.

Il ragazzo che recupera i carrelli della spesa mi grida: “Oggi niente carrello?”  E’ un ragazzo di colore, molto educato, ha la famiglia con sé in Italia, credevo fosse un clandestino, si guadagna il pane vendendo cose e riportando a posto i carrelli fuori dei supermercati. Il sabato e la domenica è il turno del supermercato in cui faccio di solito la spesa.

Rispondo: “Oggi niente carrello, devo prendere solo due cose” ed entro.

Sa che se prendo il carrello, avrà la moneta nell’aggancio quando lo riporterà al suo posto, altrimenti nulla.

Passo alcuni minuti alla ricerca di quello che mi serve, altri minuti alla cassa ed esco.

Lui si sta avvicinando con un carrello spinto con la mano che aveva libera, nell’altra le cose che vende, si fa più vicino e dice “Aspetta”, e io “ Lo sai che non compro nulla” e lui “ No comprare”. Mi incuriosisce: niente carrello, no comprare, cosa deve dirmi?

Poso le borse a terra e mi accingo ad ascoltare.

Non dice nulla, dalla tasca posteriore dei pantaloni tira fuori un portafoglio, molto sottile, dà l’impressione di essere vuoto.

Lo apre e cerca dentro, in effetti è vuoto, tranne che per due talloncini, in verità due strisce di carta di quelle che si danno in alcuni uffici per le informazioni brevi.

Senza parlare mi mostra le due striscioline di carta, metto gli occhiali per leggere, sui foglietti ci sono scritti i numeri dei conti correnti e le cifre che dovrà versare per avere il permesso di soggiorno.

Complessivamente sono quasi 90 €.

Quando ho letto comincia a parlare con aria veramente triste, gli occhi bassi, la voce meno alta del solito, quando scherziamo e ride: “Fanno pagare tasse anche a me. Ma che lavoro è questo… difficile pagare…”

e io: “Non parlarmi di tasse….”

e lui: “ Difficile pagare per me…. Ma con tuo contributo….“ e non finisce la frase, lascia che sia io a completarla dentro di me.

Lo guardo dritto negli occhi, sta usando veramente tutto: parole, voce, corpo e penso dentro di me, sorridendo dentro: “Carogna, mi hai fregato!”

Tiro fuori dalla tasca gli spicci che ho, sono ben di più del solito euro nel carrello, ma non si tratta di mettere a posto il carrello, è un contributo!!!

Prende i soldini, ringrazia e va a mettere a posto il carrello che ancora ha davanti, pronto per prenderne un altro.

Salgo in macchina pensando che se li è meritati proprio, ha cambiato strategia nei pochi minuti che sono stato nel supermercato ed è stato capace di “estorcermi” tutti gli spiccioli che avevo in tasca con poche parole e nel giro di 2 minuti.

Ha solo commesso un errore, non mi ha chiesto la cifra del “contributo”, probabilmente avrebbe avuto di più degli spiccioli che ha avuto, ma è un ragazzo intelligente e non escludo che nel suo Paese, abbia conseguito anche qualche titolo di studio che in Italia non può usare. Imparerà.

Un caso di comunicazione efficacemente inconsapevole, il ragazzo ha usato tutti gli elementi in suo possesso per convincermi, inconsapevole di usare una tecnica di pnl.

Poche parole (il 7%), la voce fioca, scoraggiata, di chi non sa come fare il (38%), l’uso del corpo, gli occhi a terra, le mani che mi porgevano i foglietti di carta (il 55%), ecco come è stato costruito il mio contributo al suo permesso di soggiorno.

 

Ubaldo

 

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