Set 302014
 
 30 Settembre 2014  Blog, Diario, PNL Applicata, Pnl Teoria  Add comments

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Francesco era il mio bisnonno da parte materna. Era il padre di mia nonna. Era nato e vissuto in un paesino della Ciociaria, terra dura e difficile da coltivare. La sua era una vita difficile, piena di sacrifici e a volte soffriva la fame. All’epoca si viaggiava sui carretti trainati da cavalli o da asini. Un giorno Francesco decise che quella non era più vita, mise le poche cose su un carretto, e con nonna Donata, sua moglie sposata da poco, venne ad abitare a Marino, nella provincia di Roma.

Qui la terra era migliore, grandi vigneti, grandi estensioni di terreni coltivati e da coltivare, terra che dava i frutti ogni anno e ti ripagava della fatica e del sudore. Una specie di paradiso per Francesco e Donata che facevano di mestiere i braccianti agricoli.

Francesco scopri che a Marino c’era una stazione ferroviaria che collegava Marino a Roma in poco tempo, non come il carretto con i cavalli che impiegava una giornata tra andare e venire. Così un giorno decise di provare il treno. E per dirla con Guccini, “La locomotiva sembrava fosse un mostro strano che l’uomo dominava con il pensiero e con la mano”, nonno Francesco si recò alla stazione, e attese.

Si fece buio e se ne tornò a casa senza salire su nessun treno. La mattina successiva si ripeté la stessa scena e il giorno dopo ancora uguale. Il terzo giorno, in tarda mattinata, il capostazione chiese a mio nonno: “Francesco, sono tre giorni che vieni alla stazione e non prendi nessun treno, aspetti che faccia buio e te ne vai, cosa succede, perché non prendi nessun treno?” E lui rispose: “Tu dici sempre ‘In carrozza signori’… E io aspetto il treno dei poveracci”.

Quante volte abbiamo aspettato il treno dei poveracci per salire sul treno che non è mai passato? Quante occasioni abbiamo perso perché convinti che non era per noi? Le convinzioni sono sensazioni di assoluta certezza, su qualcosa, su qualcuno, su noi stessi. La nostra identità è una convinzione, la più potente di tutte e la più difficile da sostituire.

Nonno Francesco CREDEVA di ESSERE un poveraccio e da tale si comportava, pensava, viveva. Certamente all’epoca (i primi del ‘900) non si parlava di PNL, di convinzioni, di identità. Non si sfuggiva a quello che credevi e dicevi di essere. Se credevi di essere un poveraccio lo eri, punto.

Ma se ci penso, anche oggi se credi di esserlo lo sei, punto.

Sono passati 100 anni, il Dr. Richard Bandler e il Dr. John Grinder, hanno creato questa grande cosa che è la PNL (Programmazione Neurolinguistica), questa immensa cassetta degli attrezzi che inconsapevolmente ci portiamo dietro, e che di solito utilizziamo (ahimè) più per creare situazioni non utili che situazioni utili. A costo di essere ripetitivo, ma fare in modo che ognuno possa salire sul proprio treno: ripropongo qui di seguito il metodo di Anthony Robbins per cambiare le nostre convinzioni non utili e sostituirle con delle convinzioni utili, di cui ho parlato nel mio E-Book “Semplice_mente PNL”

Immagina che la tua convinzione sia un tavolo al quale tu hai dato molte gambe.

Il tavolo è la tua convinzione, le gambe sono tutte le certezze che sono legate a quella convinzione, cominciamo a fare in modo che il tavolo inizi a traballare. Crea il dubbio sulla convinzione non utile: è una convinzione tua? Dovuta a cosa? Ti viene dalla famiglia? Dalla scuola?, Hai mai provato a fare quella cosa? Se si quante volte? Quante volte sei caduto prima imparare a camminare? Quante volte hai creduto impossibile qualcosa che con l’impegno sei riuscito a fare molto bene?

Crea certezze sulla convinzione utile che sostituirà quella non utile, crea le gambe che sosterranno il tavolo: quante volte sei riuscito a fare bene quello che volevi? “Questa convinzione mi aiuterà a…”, “Facendo mia questa convinzione la mia vita cambierà in questo modo…” , “Mia moglie/mio marito/ i miei figli, saranno fieri di me.”, “Migliorerà anche la loro vita, quanto guadagnerò in salute, in denaro, in tempo, assumendo questa nuova convinzione?”

Una volta assunta la nuova convinzione, comportati di conseguenza, pensa di conseguenza, agisci di conseguenza, e ricorda che siamo quello che crediamo di essere e che possiamo credere di essere quello che vogliamo essere.

Nonno Francesco decise di andare a fare fortuna in America. Trovò, infine, la nave dei poveracci. Raccontava mia nonna che: “Partì con pulci e tornò con i pidocchi.” Francesco, nonostante vedeva davanti ai suoi occhi gente che si riscattava dalla propria condizione, credeva di essere un poveraccio e da tale si è sempre comportato. E’ morto in povertà.

Noi possiamo scegliere.

 

Questo articolo è stato pubblicato su: www.enciclopediadellapnl.com

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