Ott 202014
 

Articolo letto 1945 volte!

jet-privato-high-tech  Nonno Francesco aspettò tre giorni in stazione un treno che non è mai passato, evitando di prendere tutti i treni che in quei tre giorni sono passati per la stazione di Marino.
Aspettava il treno dei “poveracci”e non il treno dei “signori”…

Siamo ancora come Nonno Francesco?

Qualche giorno fa, cercando un biglietto conveniente da acquistare sul sito di Trenitalia, la domanda me la sono posta: “Siamo come Nonno Francesco”?

Quando sul sito di Trenitalia, si clikka sul tipo di treno che occorre prendere per un determinato viaggio, si apre una tendina con tutte le offerte e con stupore ho notato che, pur essendoci delle offerte convenienti di viaggio, in aree del treno che potremmo definire di prima classe, al prezzo dell’area base, i posti in quell’area erano terminati e i posti in “prima” allo stesso prezzo della base, erano ancora tutti lì… invenduti e… ripeto… il prezzo era esattamente lo stesso.

Forse SI! Siamo ancora come Nonno Francesco non crediamo ancora di meritare di viaggiare nel treno dei signori e probabilmente non andiamo a vedere cosa c’è oltre quello che ci aspettiamo che ci sia per noi, altrimenti ci accorgeremmo che ci sono dei posti più comodi che ci stanno aspettando.

Il meritare o meno una determinata cosa, e la convinzione più potente che abbiamo quando dobbiamo raggiungere qualcosa che ci sta a cuore, fa parte di quelle convinzioni che abbiamo su noi stessi, sulla nostra identità.

Potremmo avere il desiderio, l’occasione, la possibilità di ottenere qualcosa, di raggiungere un obiettivo, ma se non crediamo di meritarlo, non lo otterremo, non raggiungeremo l’obiettivo che ci siamo prefissati. Questo avviene senza che ce ne rendiamo conto, è un programma cha abbiamo dentro e come un virus nel pc, parte ogni volta cha apriamo gli occhi la mattina e impedisce che girino i programmi migliori.

Personalmente sono convinto che ogni persona merita di “viaggiare in prima classe”, ma quello che credo io, non importa se non lo credi anche tu, quindi torna a un obiettivo che hai mancato, o qualcosa che non hai ottenuto, e chiediti: “Credevo di meritarlo?” Pensaci attentamente, guarda dentro… parla con il cuore.

Ti verranno in mente quei sensi di colpa che ti porti dietro, quella volta che hai dato una rispostaccia, un compito non fatto…
Chiediti se sono queste cose che ti fanno pensare di non non essere meritevole. Dopo di che renditi conto che il passato è ormai passato e quello che hai fatto ormai è fatto e probabilmente lo ricordi solo tu.

Renditi conto che noi facciamo quello che possiamo con le risorse che abbiamo in quello specifico momento, non con le risorse che abbiamo oggi dopo anni di vita e di esperienza in più.

Pensa che il comportamento che noi abbiamo in ogni occasione, quel comportamento non siamo noi, è solo un comportamento, noi siamo infinitamente migliori e meritevoli di viaggiare nel treno della vita in prima classe.

Per l’esercizio che ti sto per proporre occorre qualche foglio di carta, una penna, un cestino per i rifiuti con una busta di plastica e qualche minuto del tuo tempo:

• Scrivi tutti i motivi per cui pensi di non essere meritevole sul foglio di carta… Mettici i ricordi spiacevoli in cui non ti sei piaciuto/a, tutti i sensi di colpa, la paura di affrontare le situazioni, tutto quello che ti viene in mente;
• Rileggili attentamente, rifletti se puoi averne dimenticato qualcuno, forse nascosto ce n’è un altro cerca bene… ne basta uno dimenticato per farli tornare tutti, permetti a te stessa/o di trovarli proprio tutti;
• Ora che li hai scovati e scritti tutti in quel foglio di carta, sono in tuo potere, non possono più scappare, è ora di dirgli addio;
Assapora la sensazione di potere che hai, provala intensamente, vediti forte e meritevole,ascolta quel sospiro di sollievo che arriva dal cuore;
• Appallottola il foglio di carta, gettalo nel cestino, chiudi la busta e portala subito in un cassonetto per la raccolta dei rifiuti;
• Ora scrivi tutti  i motivi per i quali ritieni di essere meritevole;
• Rileggili e controlla che ci siano proprio tutti, valli a scovare che ci sono e sono tanti, non dimenticarne nessuno ma lascia uno spazio nel foglio, forse dovrai aggiungerne altri
Renditi conto di che meravigliosa persona sei;
• Piega il foglio, mettilo nel portafoglio e rileggilo spesso, se puoi tutti i giorni.

Ora premiati, fatti un regalo, è più che meritato per il lavoro che hai fatto.

Io voglio premiarti con un brano attribuito a Nelson Mandela:
La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati, ma di essere potenti oltre misura. E’ la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più. Ci chiediamo, chi sono io per essere brillante, bellissimo, pieno di talento e favoloso? In realtà, chi sei tu per non esserlo? Sei figlio di dio. Il tuo giocare in piccolo non serve al mondo. Non c’è niente di illuminato a sminuire se stessi in modo che altre persone non si sentano insicure vicino a te. Siamo tutti nati per brillare come fanno i bambini. Siamo nati per manifestare la gloria di Dio che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi, ma in tutti noi. E mentre lasciamo che la nostra luce risplenda, inconsciamente diamo agli altri la possibilità di fare altrettanto. E quando siamo liberati dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.”

E con questo ti auguro che il viaggio della tua la vita sia sempre in prima classe.
Questo articolo è stato pubblicato su www.enciclopediadellapnl.com

 Leave a Reply

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

(obbligatorio)

(obbligatorio)

*