Set 202017
 

Dopo aver fatto la RUOTA della VITA, ( hai fatto l’esercizio? Se non l’hai fatto ti invito a leggere l’articolo e a divertirti con quel coloratissimo esercizio  Clicca qua ) e dopo aver valutato i vari settori della vita, Il passo successivo è darsi degli obiettivi.

Sta a te stabilire in quali settori … e cosa vuoi ottenere, la cosa importante è che non resti un sogno.
Mi piace dire che non sempre si realizzano i sogni ma tutto quello che è stato realizzato è stato prima sognato. Questa è la fase in cui si sogna e si trasformano i sogni in obiettivi e poi in realtà.

So che pensando al tuo sogno ti starai dicendo : Vorreiiiiiiii ……
Ecco il primo requisito perché un sogno diventi un obiettivo: Lo devi volere.
Vorrei è qualcosa di limitante, è un non desiderio, lo vuoi o non lo vuoi , non c’è un vorrei di mezzo.

Il secondo requisito è il VOGLIO deve essere espresso in positivo.
Faccio un esempio: hai scelto tra i settori della tua ruota della vita sul quale lavorare, il settore della salute e magari come succede spesso, si deve rientrare in un certo peso per stare bene. Dire non voglio più pesare tanti kg è un errore, la mente inconscia non processa le negazioni e si esprime per immagini, se dici di NON voler più pesare tanto, l’immagine che rimandi alla tua mente è proprio la tua immagine con tutto quel peso.
La mente inconscia, è ubbidiente, non è ironica, non discute fa esattamente quello che tu vuoi sia che tu glielo dica in un modo o in un altro …
Ti faccio un altro esempio, considera la tua mente come un navigatore satellitare, per arrivare all’indirizzo giusto, dove tu vuoi arrivare , devi inserirlo chiaramente nel navigatore, poi sarà lui a trovare le strade giuste, se sbagli a girare, sarà il navigatore a ricalcolare il percorso fino a quando non arrivi a destinazione.

Questo esempio introduce ancora un altro requisito del sogno che diventa obiettivo, deve essere SPECIFICO.
Specifico significa che bisogna essere estremamente chiari su quello che si vuole.
Tornando al peso che bisogna riconquistare, dobbiamo determinare esattamente che peso vogliamo avere … Voglio pesare esattamente XX kili!
E siamo a buon punto … Voglio pesare esattamente XX kili … entro quanto tempo?

Il quarto elemento del sogno che diventa obiettivo è quello di essere DEFINITO NEL TEMPO.

Dire di voler raggiungere un obiettivo senza dire entro quando equivale a dire… da lunedì comincio e non cominciare mai…. Quante diete dovevamo iniziare di lunedì? Quante palestre dovevamo frequentare dal 2 gennaio ? Ma quale lunedì? Ce n’è uno a settimana e quale 2 gennaio? Ce n’è uno ogni anno.
Si dice, ormai un po’ troppo ripetuto ma è vero, che la differenza tra un sogno e un obiettivo è una data.
Quindi un obiettivo deve avere una data di inizio nella quale si inizia a progettare e fare e una data di fine, entro la quale l’obiettivo deve essere raggiunto.
Riepilogando un obiettivo deve:

Essere voluto;

Espresso in positivo;

Specifico;

Definito nel tempo;

Ci siamo quasi, ancora qualcosa: Deve essere credibile, se dici di voler perdere 20 kili in una settimana, non è credibile, a meno che non subisca una radicale amputazione, ma questo non sarebbe molto salutare.

Un elemento essenziale del sogno che diventa realtà è che sia, come si dice in PNL, ECOLOGICO, nel senso che deve essere buono per te e anche per gli altri.
Pensa se per raggiungere il tuo obiettivo, dovessi lavorare per 20 ore al giorno per sei giorni a settimana, che ne sarebbe della tua salute? Quando potresti stare con la tua famiglia, con i tuoi affetti? Non sarebbe qualcosa si buono ne’ per te ne’ per gli altri.
La realizzazione dell’obbiettivo deve essere sotto la TUA RESPONSABILITA’ e deve essere un TUO OBBIETTIVO.

Se pensi che la responsabilità del raggiungimento del tuo obbiettivo, possa essere relegata a qualcun altro, evidentemente non hai un obbiettivo ma solo la speranza che qualcuno faccia qualcosa per te .. raramente ciò avviene.

Per concludere , non puoi avere obbiettivi per altri ma solo per te, sei l’unica persona su cui hai potere , sui tuoi pensieri e sulle tue azioni.. quindi adesso tocca a te.

Se vuoi, ora, hai gli strumenti necessari per stabilire quello che vuoi e come raggiungerlo.
Su come raggiungere gli obiettivi ne parlo più approfonditamente nell ‘E Book “Semplicemente PNL” che trovi cliccando sul titolo.

Aspetto tue notizie, attraverso i commenti o scrivendomi a info@ubaldosaltarelli.it
Buon lavoro e a presto.
Ubaldo

Set 112017
 

 Settembre si ricomincia, è un po’ come un capodanno , si rivedono i progetti, si fa il punto della situazione, quello che è stato realizzato, quello ancora da realizzare ma in via di completamento e.. quello che ancora non è stato iniziato.

Settembre è il momento giusto per mettersi con carta e penna, quello che viene scritto rimane, e cimentarsi di nuovo con la ruota della vita che rimane lo strumento migliore per verificare il percorso fatto fino ad oggi e quello che ci si prefigge ancora di fare.

Brevemente, per chi non ha affrontato mai la ruota della vita, spiego di cosa si tratta: La ruota della vita è una rappresentazione grafica dei vari settori della vita, una ruota divisa in più parti, otto o dieci di solito, ogni parte rappresenta un aspetto della vita e valutando il punto dove ci si trova , si da un valore da zero a dieci. Zero rappresenta la completa non realizzazione, il dieci per riflesso la realizzazione completa di quel settore. Questa valutazione va riportata sulla ruota colorando lo spicchio interessato.

Certamente il desiderio di ognuno è arrivare al dieci in tutti i settori ma non sempre è possibile, a volte la ruota appare non idonea a sostenere un viaggio  perché ci sono dei settori che rispetto ad altri, lasciano molto a desiderare.

Personalmente ogni volta ne scelgo un paio dove concentrare la mia attenzione, in modo da non disperdere energie e focus, tralasciando volontariamente quelli che in quel momento mi sembrano meno importanti.
Ci sono dei settori nei quali mi trovo, almeno per adesso, bene cosi come sono, altri che hanno bisogno di attenzione e di solito sono quelli che se realizzati… migliorati… a cascata si riflettono su tutti gli altri o in parte su alcuni.

Faccio un esempio: Nel settore dedicato alle amicizie e alle relazioni, mi sono prefisso di uscire la domenica con gli amici per praticare il Nordic walking, e nel settore del lavoro, mi sono prefisso di lavorare qualche ora in più per avere le risorse economiche per pagarmi le uscite, le attrezzature e cosi via. Quindi lo scenario che mi si presenta è: che se non ho una buona salute, non riuscirò a fare delle lunghe camminate come invece mi piace, ne a godere della compagnia delle persone con le quali mi piace uscire e nello stesso tempo devo curare molto bene la gestione del tempo per lavorare si un po’ di più e guadagnare un po’ di più per permettermi le uscite e devo anche non trascurare e togliere tempo agli affetti, alla famiglia, agli amici stessi con i quali voglio relazionarmi.

Il settore della Salute e il settore del tempo avranno una grande importanza per i miei obiettivi, dovrò tenermi in forma con l’attività fisica, con l’alimentazione e cosi via , e nello stesso tempo, magari, non impiegare tempo sui social o altre cose meno utili e fare più lavoro negli stessi tempi in modo da non toglierne alla famiglia, agli affetti, alle relazioni ecc.
Quindi è evidente che molti settori, se non tutti i settori della Ruota della vita, sono interconnessi e alcuni più di altri sono significativi per la ricaduta che hanno complessivamente su tutti gli altri settori.
La ruota della vita è uno strumento molto importante, è il punto di verifica per capire da dove parti e ti aiuta a capire dove vuoi arrivare, dalla ruota puoi partire per formulare i tuoi progetti, ma di questo ne parleremo in seguito.

Ora tocca a te, ricalca l’immagine che illustra questo articolo, i settori indicati sono quelli che di solito si prendono in considerazione in una seduta di coaching ma tu puoi cambiare e inserire altri settori che ritieni importanti e fa il punto della situazione.
Colora i vari settori, giudicando onestamente dove sei, è una cosa solo tua, nessun altro la vedrà se tu non vuoi, quindi è inutile mettere tutti 10 ci saranno anche dei 6 o anche 5, a me capita.


A che punto è la tua vita in questo settembre?
Stai andando verso la riuscita dei buoni propositi che ti eri posto/a all’inizio dell’anno?
Li hai lasciati andare ?
Cosa vuoi realizzare da oggi a fine anno ?
E nell’anno prossimo … nel 2018 cosa vuoi realizzare? Quali sono i tuoi obiettivi?
Lo so che sembra difficile rispondere a tutte queste domande, prendi del tempo per te, carta e penna, e comincia a riflettere. Sicuramente l’aiuto di un Coach contribuirebbe a rendere più facile fare il punto della situazione, definire gli obiettivi e poi realizzarli.
Ti auguro buon lavoro.. e.. il 2018 sta arrivando

Nov 142016
 

mercatoMi  chiedono spesso cosa è la PNL, le risposte sono tante, come sono tante le persone che se lo chiedono e me lo chiedono. Nel corso del tempo le risposte sono cambiate.

Man mano che prendevo sempre più  coscienza, io stesso, di cosa stavo parlando e promuovevo, le risposte erano diverse: La cassetta degli attrezzi, lo studio soggettivo dell’esperienza, lo studio dell’esperienza umana, lo studio dell’eccellenza…  ma erano cose che sentivo lontane da me e dalle persone alle quali rispondevo. Certo che erano e sono definizioni giuste… Ma… quanto comprensibili a breve? Erano risposte che facevano dire … “Ahhhh ho capito!”?

Credo che la semplicità delle cose sia l’arma vincente in tutto, PNL compresa, anche per questo il mio primo libro si chiama “Semplicemente PNL“, rendere le cose semplici è stato sempre il mio “pallino” forse perché mi sono trovato molte volte davanti a complicazioni inutili, anche durante lo studio della PNL stessa.

Ora a chi mi chiede cosa è la PNL dico che è qualcosa che facciamo ogni giorno il più delle volte inconsapevolmente , che ci “Programmiamo” in base alle esperienze passate, in base a quello che crediamo, in base a quello che ci dicono e  a quello che ci diciamo, dico che la PNL non ha inventato nulla, se mai ha scoperto qualcosa su come funzioniamo, su quali sono i nostri meccanismi interni che ci spingono a realizzare o meno quello che vogliamo e che comunque in un modo o in un altro mettiamo in moto dei meccanismi consci e inconsci che ci spingono a dei comportamenti piuttosto che ad altri.

La PNL ha avuto e ha il merito di individuare le cose che funzionano nella nostra mente, nella mente di chi ha successo, di chi realizza i propri obiettivi, di chi riesce a vivere felicemente la propria vita e le ha rese fruibili a tutti con delle tecniche sostanzialmente semplici, che molto spesso somigliano a giochi.

Ha anche avuto il merito di individuare tutto ciò che nella nostra mente ci impedisce di realizzare quello che vogliamo e ci ha dato i mezzi per superare gli ostacoli che si sovrappongono tra noi e i nostri obiettivi. Ne ho trattato in modo semplice nel mini ebook “STAI CALMO E CAMBIA LE CONVINZIONI DEPOTENZIANTI”.

La PNL è semplice, è qualcosa che applichiamo ogni giorno. Ci “programmiamo” o anche … purtroppo … “ci programmano”, è PNL? … si lo è! I telegiornali, la pubblicità, anche gli scaffali del supermercato ci condizionano… è PNL … si lo è!  La persona che riesce a realizzare se stessa e vivere la vita che desidera è PNL?… Si lo è!  Qualcuno che in mezzo a tanti mediocri riesce ad emergere pur vivendo nello stesso ambiente  è PNL? … Si lo è!  

Non c’è un momento della nostra vita in cui il nostro dialogo interno tace, parla.. parla… parla… e non c’è modo di azzittirlo, ma possiamo trasformarlo, possiamo cambiare quello di cui siamo convinti, possiamo scegliere i nostri pensieri … POSSIAMO. 

A questo serve la PNL , a restituire potere a noi stessi, a farci capire che possiamo avere una vita diversa  da quella a cui sembriamo destinati.

Cos’è allora la PNL? E’ la vita di tutti i giorni, sono i nostri pensieri, le nostre convinzioni, i nostri valori, la PNL è quella cosa che ci può cambiare la vita perché ci insegna a fare nel modo più utile e naturale quello  che facciamo già  in modo inconsapevole.

 

 

Mag 062016
 

Per un Coach la formazione è essenziale, sia che la dia o che la riceva.
Dopo aver frequentato le migliori scuole di formazione e aver accumulato una discreta “esperienza sul campo” sento sempre il bisogno di migliorare la mia formazione e di conoscere nuove tecniche che mi permettano di aiutare le persone a raggiungere i propri obiettivi e a risolvere i problemi che la vita ci offre ogni giorno, a trasformali in occasioni di crescita e di cambiamento.

Sinceramente non è facile trovare della buona formazione, almeno formazione di alto livello.
Ieri girando per internet alla ricerca di qualcosa di nuovo sul panorama della formazione mi sono imbattuto nel corso “Strumenti di coaching” di Debora Conti.

pnl-coach-strumenti-coaching-debora-contiLa curiosità mi ha spinto ad approfondire la lettura della pagina.

La pagina è gradevole e da una prima idea di quello che sarà il corso complessivamente.

Spiega chiaramente cosa imparerai e cosa otterrai partecipando al corso , con la consueta onestà che deve avere un grande Coach. Un link ti porta a una successiva pagina e qua trovi un assaggio di quello che sarà il corso: Tre video in omaggio da vedere tutto d’un fiato e scopri già la qualità della formazione che cercavi. Senza contare poi i bonus che avrai frequentando il corso, in conclusione guadagni di più di quello che spendi.

Mi ha convinto, questa è formazione di qualità!
Conosco Debora Conti da molti anni, posso dire che per certi aspetti è stata la mia Maestra, ha cambiato la mia vita, mettendomi nella condizione di appassionarmi alla PNL, e di cambiare me stesso e altre persone, so che Debora conti ha cambiato anche la vita di migliaia di persone che le si rivolgono e se ha cambiato la mia vita di uomo timido e balbuziente e quella di altre migliaia di persone, è evidente che il suo Coaching è Coaching di qualità.

Ora Debora ci rivela i suoi segreti, ci spiega come entrare nel cuore e nella mente delle persone, il suo modo di spingere le persone a cambiare utilizzando le tecniche di Coaching che lei usa e che ha creato e tecniche di PNL.

Inutile dire che il 24 e 25 settembre sarò a Milano per partecipare al corso… dimenticavo una cosa estremamente gradevole, il corso è in promozione, puoi partecipare risparmiando del denaro e ottenere di più di quello che pensavi.
Che tu sia già un Coach esperto, o che tu sia in via di diventarlo, spero di incontrarti a Milano il 24 e 25 settembre per partecipare con Debora Conti al corso “Strumenti di Coaching”

Ott 202014
 

jet-privato-high-tech  Nonno Francesco aspettò tre giorni in stazione un treno che non è mai passato, evitando di prendere tutti i treni che in quei tre giorni sono passati per la stazione di Marino.
Aspettava il treno dei “poveracci”e non il treno dei “signori”…

Siamo ancora come Nonno Francesco?

Qualche giorno fa, cercando un biglietto conveniente da acquistare sul sito di Trenitalia, la domanda me la sono posta: “Siamo come Nonno Francesco”?

Quando sul sito di Trenitalia, si clikka sul tipo di treno che occorre prendere per un determinato viaggio, si apre una tendina con tutte le offerte e con stupore ho notato che, pur essendoci delle offerte convenienti di viaggio, in aree del treno che potremmo definire di prima classe, al prezzo dell’area base, i posti in quell’area erano terminati e i posti in “prima” allo stesso prezzo della base, erano ancora tutti lì… invenduti e… ripeto… il prezzo era esattamente lo stesso.

Forse SI! Siamo ancora come Nonno Francesco non crediamo ancora di meritare di viaggiare nel treno dei signori e probabilmente non andiamo a vedere cosa c’è oltre quello che ci aspettiamo che ci sia per noi, altrimenti ci accorgeremmo che ci sono dei posti più comodi che ci stanno aspettando.

Il meritare o meno una determinata cosa, e la convinzione più potente che abbiamo quando dobbiamo raggiungere qualcosa che ci sta a cuore, fa parte di quelle convinzioni che abbiamo su noi stessi, sulla nostra identità.

Potremmo avere il desiderio, l’occasione, la possibilità di ottenere qualcosa, di raggiungere un obiettivo, ma se non crediamo di meritarlo, non lo otterremo, non raggiungeremo l’obiettivo che ci siamo prefissati. Questo avviene senza che ce ne rendiamo conto, è un programma cha abbiamo dentro e come un virus nel pc, parte ogni volta cha apriamo gli occhi la mattina e impedisce che girino i programmi migliori.

Personalmente sono convinto che ogni persona merita di “viaggiare in prima classe”, ma quello che credo io, non importa se non lo credi anche tu, quindi torna a un obiettivo che hai mancato, o qualcosa che non hai ottenuto, e chiediti: “Credevo di meritarlo?” Pensaci attentamente, guarda dentro… parla con il cuore.

Ti verranno in mente quei sensi di colpa che ti porti dietro, quella volta che hai dato una rispostaccia, un compito non fatto…
Chiediti se sono queste cose che ti fanno pensare di non non essere meritevole. Dopo di che renditi conto che il passato è ormai passato e quello che hai fatto ormai è fatto e probabilmente lo ricordi solo tu.

Renditi conto che noi facciamo quello che possiamo con le risorse che abbiamo in quello specifico momento, non con le risorse che abbiamo oggi dopo anni di vita e di esperienza in più.

Pensa che il comportamento che noi abbiamo in ogni occasione, quel comportamento non siamo noi, è solo un comportamento, noi siamo infinitamente migliori e meritevoli di viaggiare nel treno della vita in prima classe.

Per l’esercizio che ti sto per proporre occorre qualche foglio di carta, una penna, un cestino per i rifiuti con una busta di plastica e qualche minuto del tuo tempo:

• Scrivi tutti i motivi per cui pensi di non essere meritevole sul foglio di carta… Mettici i ricordi spiacevoli in cui non ti sei piaciuto/a, tutti i sensi di colpa, la paura di affrontare le situazioni, tutto quello che ti viene in mente;
• Rileggili attentamente, rifletti se puoi averne dimenticato qualcuno, forse nascosto ce n’è un altro cerca bene… ne basta uno dimenticato per farli tornare tutti, permetti a te stessa/o di trovarli proprio tutti;
• Ora che li hai scovati e scritti tutti in quel foglio di carta, sono in tuo potere, non possono più scappare, è ora di dirgli addio;
Assapora la sensazione di potere che hai, provala intensamente, vediti forte e meritevole,ascolta quel sospiro di sollievo che arriva dal cuore;
• Appallottola il foglio di carta, gettalo nel cestino, chiudi la busta e portala subito in un cassonetto per la raccolta dei rifiuti;
• Ora scrivi tutti  i motivi per i quali ritieni di essere meritevole;
• Rileggili e controlla che ci siano proprio tutti, valli a scovare che ci sono e sono tanti, non dimenticarne nessuno ma lascia uno spazio nel foglio, forse dovrai aggiungerne altri
Renditi conto di che meravigliosa persona sei;
• Piega il foglio, mettilo nel portafoglio e rileggilo spesso, se puoi tutti i giorni.

Ora premiati, fatti un regalo, è più che meritato per il lavoro che hai fatto.

Io voglio premiarti con un brano attribuito a Nelson Mandela:
La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati, ma di essere potenti oltre misura. E’ la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più. Ci chiediamo, chi sono io per essere brillante, bellissimo, pieno di talento e favoloso? In realtà, chi sei tu per non esserlo? Sei figlio di dio. Il tuo giocare in piccolo non serve al mondo. Non c’è niente di illuminato a sminuire se stessi in modo che altre persone non si sentano insicure vicino a te. Siamo tutti nati per brillare come fanno i bambini. Siamo nati per manifestare la gloria di Dio che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi, ma in tutti noi. E mentre lasciamo che la nostra luce risplenda, inconsciamente diamo agli altri la possibilità di fare altrettanto. E quando siamo liberati dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.”

E con questo ti auguro che il viaggio della tua la vita sia sempre in prima classe.
Questo articolo è stato pubblicato su www.enciclopediadellapnl.com

Set 302014
 

Francesco era il mio bisnonno da parte materna. Era il padre di mia nonna. Era nato e vissuto in un paesino della Ciociaria, terra dura e difficile da coltivare. La sua era una vita difficile, piena di sacrifici e a volte soffriva la fame. All’epoca si viaggiava sui carretti trainati da cavalli o da asini. Un giorno Francesco decise che quella non era più vita, mise le poche cose su un carretto, e con nonna Donata, sua moglie sposata da poco, venne ad abitare a Marino, nella provincia di Roma.

Qui la terra era migliore, grandi vigneti, grandi estensioni di terreni coltivati e da coltivare, terra che dava i frutti ogni anno e ti ripagava della fatica e del sudore. Una specie di paradiso per Francesco e Donata che facevano di mestiere i braccianti agricoli.

Francesco scopri che a Marino c’era una stazione ferroviaria che collegava Marino a Roma in poco tempo, non come il carretto con i cavalli che impiegava una giornata tra andare e venire. Così un giorno decise di provare il treno. E per dirla con Guccini, “La locomotiva sembrava fosse un mostro strano che l’uomo dominava con il pensiero e con la mano”, nonno Francesco si recò alla stazione, e attese.

Si fece buio e se ne tornò a casa senza salire su nessun treno. La mattina successiva si ripeté la stessa scena e il giorno dopo ancora uguale. Il terzo giorno, in tarda mattinata, il capostazione chiese a mio nonno: “Francesco, sono tre giorni che vieni alla stazione e non prendi nessun treno, aspetti che faccia buio e te ne vai, cosa succede, perché non prendi nessun treno?” E lui rispose: “Tu dici sempre ‘In carrozza signori’… E io aspetto il treno dei poveracci”.

Quante volte abbiamo aspettato il treno dei poveracci per salire sul treno che non è mai passato? Quante occasioni abbiamo perso perché convinti che non era per noi? Le convinzioni sono sensazioni di assoluta certezza, su qualcosa, su qualcuno, su noi stessi. La nostra identità è una convinzione, la più potente di tutte e la più difficile da sostituire.

Nonno Francesco CREDEVA di ESSERE un poveraccio e da tale si comportava, pensava, viveva. Certamente all’epoca (i primi del ‘900) non si parlava di PNL, di convinzioni, di identità. Non si sfuggiva a quello che credevi e dicevi di essere. Se credevi di essere un poveraccio lo eri, punto.

Ma se ci penso, anche oggi se credi di esserlo lo sei, punto.

Sono passati 100 anni, il Dr. Richard Bandler e il Dr. John Grinder, hanno creato questa grande cosa che è la PNL (Programmazione Neurolinguistica), questa immensa cassetta degli attrezzi che inconsapevolmente ci portiamo dietro, e che di solito utilizziamo (ahimè) più per creare situazioni non utili che situazioni utili. A costo di essere ripetitivo, ma fare in modo che ognuno possa salire sul proprio treno: ripropongo qui di seguito il metodo di Anthony Robbins per cambiare le nostre convinzioni non utili e sostituirle con delle convinzioni utili, di cui ho parlato nel mio E-Book “Semplice_mente PNL”

Immagina che la tua convinzione sia un tavolo al quale tu hai dato molte gambe.

Il tavolo è la tua convinzione, le gambe sono tutte le certezze che sono legate a quella convinzione, cominciamo a fare in modo che il tavolo inizi a traballare. Crea il dubbio sulla convinzione non utile: è una convinzione tua? Dovuta a cosa? Ti viene dalla famiglia? Dalla scuola?, Hai mai provato a fare quella cosa? Se si quante volte? Quante volte sei caduto prima imparare a camminare? Quante volte hai creduto impossibile qualcosa che con l’impegno sei riuscito a fare molto bene?

Crea certezze sulla convinzione utile che sostituirà quella non utile, crea le gambe che sosterranno il tavolo: quante volte sei riuscito a fare bene quello che volevi? “Questa convinzione mi aiuterà a…”, “Facendo mia questa convinzione la mia vita cambierà in questo modo…” , “Mia moglie/mio marito/ i miei figli, saranno fieri di me.”, “Migliorerà anche la loro vita, quanto guadagnerò in salute, in denaro, in tempo, assumendo questa nuova convinzione?”

Una volta assunta la nuova convinzione, comportati di conseguenza, pensa di conseguenza, agisci di conseguenza, e ricorda che siamo quello che crediamo di essere e che possiamo credere di essere quello che vogliamo essere.

Nonno Francesco decise di andare a fare fortuna in America. Trovò, infine, la nave dei poveracci. Raccontava mia nonna che: “Partì con pulci e tornò con i pidocchi.” Francesco, nonostante vedeva davanti ai suoi occhi gente che si riscattava dalla propria condizione, credeva di essere un poveraccio e da tale si è sempre comportato. E’ morto in povertà.

Noi possiamo scegliere.

 

Questo articolo è stato pubblicato su: www.enciclopediadellapnl.com

Set 162014
 

barattolo-marmellata

Tutti visualizziamo, spesso inconsapevolmente.

Se ci dicono di visualizzare qualcosa, alziamo gli occhi al cielo e diciamo che non siamo capaci, ti è mai accaduto?

Proviamo …  Visualizza te stesso/ te stessa, mentre  passeggi in un bosco.

Qual è il risultato? Un’immagine sbiadita? C’era del verde? Si sentivano gli uccellini? Sentivi l’aria fresca sul viso?

In realtà tutti produciamo nella mente delle immagini, il nostro dialogo interno produce delle immagini, i nostri pensieri producono immagini e avrai capito che ognuno visualizza a suo modo  ma a che cosa ci serve visualizzare, consapevolmente?

La mente si esprime per immagini, le parole sono solo etichette sulle immagini che produciamo, come l’etichetta sul barattolo di marmellata, puoi scrivere solo marmellata, oppure marmellata di frutta, oppure ancora marmellata di ….. e specificare il frutto utilizzato, puoi aggiungere inoltre le quantità di frutta utilizzata, gli altri ingredienti, la scadenza. Puoi anche immaginarne il sapore e il profumo come sarà quella marmellata di arance, aspra, dolce, color arancio?

La nostra visualizzazione inconsapevole, spesso ci porta a suggerire alla nostra mente, qualcosa di sgradevole, ci porta a vederci in mezzo a mille difficoltà e sull’orlo del fallimento.

Quante volte pensando a qualche cosa che dovremo affrontare, diciamo che non ce la faremo mai? Capita No?

Sai perché le persone hanno paura di prendere l’aereo?  Perché producono nella loro mente le immagini del disastro.

Dunque riepilogando la visualizzazione inconsapevole o consapevole, ci serve per dialogare e dare istruzioni alla nostra mente, che esegue ciecamente, a patto che le istruzioni siano dettagliate e che ci facciano provare delle emozioni.

Come ho raccontato nel mio E Book “Parla liberamente. Al di la delle parole” ho praticato per più di venti anni un’arte marziale.

Le arti marziali sono il “paradiso” delle visualizzazioni. Hai presente quella specie di balletto che spesso si vede nei film? Quei balletti non sono altro che combattimenti immaginari contro più avversari.

L’atleta che esegue la forma, all’inizio si cimenta in quei movimenti senza comprensione, vede il suddetto barattolo di marmellata senza neanche l’etichetta, è solo progredendo negli allenamenti che capirà molto di più, fino ad arrivare all’immaginazione di un combattimento vero, dove gli avversari attaccheranno, e l’atleta sarà in grado di schivare, parare e portare attacchi, allora avrà messo al barattolo, l’etichetta con il nome della frutta e gli ingredienti.

Quando l’esperienza avrà portato l’atleta a livelli ancora più alti, nell’esecuzione della forma, sentirà l’energia che si muove, sentirà l’impatto della parata e dell’attacco, arriverà a sentire l’odore degli avversari, a percepire l’aria che si muove intorno a lui, quello è il livello in cui si apre il barattolo della marmellata si sente il “clac” del tappo,  si vede il colore, si sente  il profumo, si immerge il cucchiaio e si porta la marmellata alla bocca e si apprezza il sapore.

Immagino che a questo punto pensando a quella marmellata all’arancia, un po’ aspra e profumata ti sia venuta l’acquolina in bocca, e non escludo che nei prossimi giorni tu non voglia acquistarne un barattolino o addirittura cucinarla  in casa scegliendo  la frutta più dolce, matura e profumata.

Quello che succede all’atleta che ha combattuto cosi tante volte con l’immaginazione  che per la sua mente, quei combattimenti sono stati veramente effettuati, si è creata un’esperienza costruita e automaticamente l’atleta sarà in grado di rispondere a qualsiasi tipo di attacco, corpo e mente sono pronti, anche se nessun combattimento reale è stato fatto.

La mente non riconosce la differenza tra il vero dal falso, tanto è vero  che piangi vedendo in  televisione una scena commovente o ridi davanti ad una scena buffa,in poche parole, provi emozioni per qualcosa che realmente non esiste se non nell’interpretazione della tua mente.

Una volta conosciuto il segreto, come possiamo usarlo?

Immagina qualcosa che devi fare domani o tra qualche giorno e che ti fa provare qualche timore, immagina di farlo nel migliore dei modi, aggiungi i particolari, tanti particolari, immagina i complimenti, immagina … Come ti sentirai, come si sentiranno le persone vicino a te, immagina quella sensazione di orgoglio che parte dal centro del tuo corpo e si espande … immagina …

Visto? Basta poco, e se non riesci a farlo tutto insieme, aggiungi i particolari dopo averli pensati, costruisci il tuo film mentale.

Ma se pensi che basti visualizzare per ottenere, commetti un errore, la visualizzazione è preziosa perché mette in condizioni la tua mente di intraprendere azioni, vere, reali che ti portano alla realizzazione di quello che hai immaginato.

Ricorda che tutto quello che è stato realizzato, la sedia su cui sei seduto, il pc sul quale leggi quest’articolo, la lampada che t’illumina, il telefonino che proprio adesso sta squillando o che squillerà tra qualche minuto, sono stati prima visualizzati da qualcuno che poi li ha realizzati.

Buona Visualizzazione e buona realizzazione dei tuoi sogni.

Articolo pubblicato sul sito: www.enciclopediadellapnl.com

Ago 212011
 
 21 agosto 2011  Pnl Teoria No Responses »

business_6-componenti-negoziazione-efficaceArticolo pubblicato nella News Letter mensile di Enciclopedia della PNL

Detta cosi sembra una parola grossa, di quelle che si sentono in televisione quando si tratta di grandi organizzazioni, di stati, di governo e sindacati…  ma… una cosa ci sfugge: negoziamo ogni giorno della nostra vita senza che ce ne rendiamo conto, dalla mattina per chi entra prima nel bagno alla sera per chi spegne la luce, in poche parole, negoziamo delle piccole cose utili alla nostra vita.

Durante un corso di PNl di base che ho tenuto il mese scorso, è emersa, soprattutto dalle donne che lo avevano seguito, la difficoltà nel rapportarsi con i figli e con i mariti, difficoltà  dovuta soprattutto al fatto che ognuna delle parti in causa crede fermamente nell’essere nel giusto e che ciò che chiede le è dovuto.

Questo crea un muro contro muro dal quale nessuna delle parti uscirà vincente, mentre basterebbe applicare alcune semplici regole e qualche tecnica di pnl per garantire la soddisfazione di tutte le parti.

Il muro contro muro è un tentativo di applicare quello che nella negoziazione si definisce vincere- perdere, in poche parole il tentativo di ottenere tutto senza concedere nulla, la vittoria schiacciante dell’uno sull’altro. Raramente ciò accade se non con l’uso della forza o con il far valere la propria autorità invece che la propria autorevolezza.

Ti do tutto è definito perdere-vincere, ovvero, ti do quello che vuoi, fa di me quello che ti pare. Quando questo accade, passa per l’annullamento della personalità di una delle parti in causa.

Nessuno vince avviene quanto qualcuno pronuncia la famosa frase “ muoia Sansone con tutti i filistei”, se non posso vincere meglio far crollare tutto. A questo seguirà solo disgregazione e dolore.

Infine, l’unica soluzione efficace veramente: Vincere-Vincere, questo avviene quando tutte le parti in causa ottengono cosa vogliono o lo ottengono almeno in parte con buona soddisfazione di tutti.

Cosa possiamo  fare per ottenere quel Vincere-Vincere?

La Pnl ci indica alcune cose.

  • Creare Rapport. Il rapport si crea mediante il ricalco  della fisiologia, delle parole, del paraverbale della “ controparte” fino a sentirsi uguali e noi sappiamo che le persone uguali a noi ci piacciono;
  • Entrare in guida. Una volta entrato in rapport, ci è facile far passare le nostre idee, siamo portati a dare ragione alle persone che ci piacciono. La parolina magica da usare è “E” che fa in modo di non annullare le idee dell’altra persona, ma di aggiungere qualcosa per arricchirle.
  • Chiedere nel giusto contesto. Un monaco chiese al suo superiore se poteva mangiare mentre pregava, il superiore  rispose che non era assolutamente possibile perché questo avrebbe svilito la preghiera. Un altro monaco che aveva assistito  al dialogo tra i due, chiese al suo superiore se poteva pregare mentre mangiava, il superiore  rispose che non solo era possibile ma auspicabile in quanto il pregare mentre si mangia, eleva a Dio l’atto del mangiare. I due monaci volevano la stessa cosa ma l’ha ottenuta solo il monaco che ha saputo porre la domanda nel giusto contesto.
  • Negoziare in un contesto diverso. Si dice che a tavola è tutto più facile e si ottengono risultati migliori. Dopo una lunga esperienza di trattative sindacali, ritengo che questo sia profondamente vero. Parlarne a pranzo o davanti ad un caffè o un the toglie quell’aurea di ufficialità alla negoziazione, dove le parti, qualunque esse siano, si sentono più libere di esprimersi .
  • Nei panni degli altri. Sicuramente qualsiasi cosa vogliamo ottenere, le nostre ragioni sono ottime, spesso però ci sfugge che anche gli altri hanno ottime ragioni per ottenere quello che vogliono. Siamo abituati  a vedere ogni cosa in associato …  vivendo tutte le emozioni vere e presunte che andremo a vivere nel momento della negoziazione, se provassimo a  dissociarci e vedere noi stessi nella negoziazione probabilmente faremmo già un primo passo verso la comprensione della  “ controparte”. In fine prova a metterti nei suoi panni, a capire le sue ragioni e la situazione che sta vivendo.
  • Coerenza. Mantieni quello che dici e quello che prometti, nel bene e nel male. La coerenza ti darà autorevolezza e apprezzamento da parte dei tuoi interlocutori, chiunque essi siano.

 

Abbiamo capito che dobbiamo negoziare ogni cosa, con i nostri figli, con le mogli e con i mariti, con i datori di lavoro e con i dipendenti, a volte addirittura con noi stessi.

Capire le ragioni degli altri e creare un buon rapport ci spiana la via per ottenere quello che vogliamo, la PNL ancora una volta ci viene in aiuto, poche semplici tecniche  per cambiare la qualità delle nostre negoziazioni e della nostra vita.

Ti ringrazio per aver letto questo articolo sulla news letter di Enciclopedia della PNL, spero che ti sia utile e possa contribuire ad aumentare la qualità della tua vita.

Se vuoi, per ogni delucidazione e per suggerire argomenti da affrontare puoi scrivermi a Ubaldo@enciclopediadellapnl.com

Ti auguro tanta felicità

 

 

Lug 102011
 
 10 luglio 2011  Pnl Teoria No Responses »
Alle fine, ci pentiremo solo delle opportunità che non abbiamo colto....

Alle fine, ci pentiremo solo delle opportunità che non abbiamo colto….

Articolo pubblicato su Enciclopedia della PNL

Convinzioni e valori viaggiano sullo stesso treno… ovvero sono due elementi strettamente legati che danno la direzione alla nostra vita. Sono cosi strettamente legati che ogni valore e collegato ad una convinzione su quello che quel valore rappresenta.
Un esempio? Valore libertà. Le convinzioni su cosa libertà possa significare sono diverse per ogni individuo. Per alcuni libertà significherà poter camminare tranquillo di sera nelle strade delle città, per altri andare in moto e sentire il vento sul viso, per altri ancora, poter dire quello che pensa scrivendo e parlando.

Questi significati che noi diamo ai valori sono convinzioni e le convinzioni rendono possibile l’esistenza di quel dato valore.
Le convinzioni oltre che hai valori, sono strettamente legate alle capacità.
La capacità di fare, saper fare qualcosa o di non saperla fare è una Convinzione, come è una convinzione il perché fare legato ai Valori
Il fare è legato alle opportunità, le opportunità sono legate, alla possibilità di fare, al saper e al voler fare e alla responsabilità di fare, quindi di nuovo legato a convinzioni.
Se abbiamo una opportunità ma siamo convinti di non saper fare ciò che occorre per cogliere quella opportunità, andrà perduta;
  Se abbiamo l’opportunità, siamo convinti di saper fare, ma che non sia possibile, l’opportunità andrà perduta
Se abbiamo l’opportunità, abbiamo la capacità di fare, ma non vogliamo fare, anche in questo caso l’opportunità andrà perduta;
Se abbiamo l’opportunità,abbiamo la convinzione di saper fare, la convinzione di poter fare, ma abbiamo la convinzione di non meritare, l’opportunità perduta.
Infine se abbiamo l’opportunità, la capacità di fare , il voler fare, il meritare, ma crediamo che non è nostra responsabilità fare …. Opportunità perduta
5 convinzioni necessarie per cogliere una opportunità e come verificarle
• Volere: E’ importante? Desiderabile? Mi Appassiona? Lo voglio veramente?
• Possibile: In che modo posso arrivarci? Quale strada posso prendere?
• Capacità: Ne sono capace?
• Merito: Valgo abbastanza?
• Responsabilità: Mi appartiene? Devo farlo io?
A chi rivolgere le domande?
Robert Dilts grande studioso di PNL teorizza tre intelligenze: Testa, dove risiede il cervello, Pancia, sistema nervoso, Cuore sede delle passioni.
Per questa volta non ti chiedo di affidare le tue domande ad un pezzo di carta, potrai farlo dopo se vorrai farlo, per adesso ti chiedo di pensare ad un tuo obbiettivo, chiudere gli occhi e rivolgere alla tua testa, al tuo stomaco e al tuo cuore le domande che hai letto qualche riga fa.
Ti occorrerà qualche minuto di lavoro e alla fine saprai se nel raggiungimento dell’obiettivo sei veramente coinvolto testa, pancia e cuore, cioè, con tutto te stesso.

In conclusione, una convinzione è solo una convinzione e non è la verità, Debora Conti dice che esiste un super mercato dove poter acquistare le convinzioni che più ti sono utili, in caso di necessità ti invito a visitare quel supermercato e a disfarti delle convinzioni che non ti sono più utili e a riempire il carrello con quelle che ti serviranno a vivere una vita felice.

 

Ho trattato più ampliamente i valori e le convinzioni nell’ E Book “Semplice_mente PNL “ del quale puoi scaricare gratuitamente un estratto “kliccando” sul titolo in evidenza.

Ti auguro buona lettura e ti faccio i migliori auguri per una vita felice.

Ubaldo Saltarelli

NLP Coach

Apr 162011
 
 16 aprile 2011  Pnl Teoria No Responses »

felicità-e-esercizio-fisico-660x320Articolo pubblicato su “Enciclopedia della PNL”

La mia amica Mari mi dice spesso: ”Voglio stare bene da sola”, a volte non so se sia una domanda o un affermazione, e io rispondo spesso: “Ok, cosa intendi fare per stare bene da sola?”

Conosco Mari da molto tempo ormai, da una email inviatami quasi per una richiesta d’aiuto. Ho visto Mari scalare montagne più grandi di lei, fare scelte difficili con la saggezza di una donna e la vitalità di una ragazzina. L’ho vista scegliere strade ardue da percorrere e percorrerle fino in fondo.

Oggi voglio rivelare a Mari il mio segreto e, anche se ci sentiamo spesso, voglio farlo da qui, in modo che rimanga a lei, ma anche a me, dal momento che di questo segreto ne avrò ancora bisogno.

Vedi Mari, c’è stato un tempo, durato molto, molto a lungo, in cui mettevo la mia vita nelle mani degli altri e gioivo e soffrivo secondo l’uso che quelle mani facevano della mia vita. Poi qualcosa è cambiato. E con un grande sforzo mi sono ripreso indietro la mia vita e ora è nelle mie mani. A volte gioisco, a volte soffro, ma la vita è nelle mie mani e io ne ho la responsabilità.

Qualcuno una volta mi ha raccontato una metafora: la metafora della vita e dell’autobus. La vita è come un autobus: a ogni fermata c’è qualcuno che sale e qualcuno che scende. A volte scendono persone che avresti voluto in viaggio con te ancora per un po’; a volte salgono persone che proprio non avresti voluto sul tuo autobus ma il viaggio non cambia perché qualcuno sale o scende, finche sei tu a guidare l’autobus della tua vita e sai dove vuoi andare.

A volte delle persone a cui volevo bene sono scese dal mio autobus. Ora penso che se sono scese ci sarà stato un motivo: il loro viaggio era terminato o sono scese per prendere la coincidenza per un nuovo viaggio. Spero di aver dato loro la parte migliore di me, come io ho preso la parte migliore di loro. Non ho rancori, non sono arrabbiato, non mi sento abbandonato. Credo che, semplicemente, questa sia la vita e che ognuno abbia il proprio percorso da compiere.

Quindi il viaggio continua. Il mio e il loro, e se un giorno qualcuna di quelle persone salirà di nuovo sul mio autobus, mi troverà al solito posto di guida. Le accoglierò con il solito sorriso e affetto e chiederò della loro vita, racconterò della mia e continueranno il viaggio con me finché lo vorranno.

Si può essere felici da soli? Credo che siamo felici o tristi, allegri o arrabbiati, sempre da soli, non inteso come solitudine ma inteso come scelta.

Noi possiamo scegliere! Scegliere quello che sarà la nostra vita, scegliere se far guidare il nostro autobus a qualche sconsiderato che ci porterà lontano dalla meta o restare saldamente alla guida.

A volte può esserci qualcuno che ti dice: “Gira a destra” e un altro “Gira a sinistra”, ma sei sempre tu a scegliere come procedere, esattamente come ti ho visto fare, Mari, in tutto questo tempo.

Puoi dare valore a ogni avvenimento e il valore sei tu a sceglierlo. Puoi attingere a tutte le risorse positive che hai dentro o alle risorse negative, sta a te la scelta.

Ogni mattina, aprendo l’armadio per scegliere cosa indossare. Se è caldo scegli una camicetta e ignori il cappotto; se è freddo scegli il maglione e ignori la camicetta. Quindi trovi e indossi quegli indumenti che cerchi a seconda delle occasioni. Nel tuo armadio c’è tutto quello che potresti indossare e sei tu che scegli cosa e quando farlo.

In tutto questo tempo ti ho visto scegliere tante volte e rimanere alla guida del tuo autobus. A volte, umanamente, ti ho visto porti degli interrogativi, avere titubanze, non sapere a chi credere, ma hai sempre scelto in maniera autonoma.

Se tu sceglierai di essere felice, lo sarai Mari, da sola o con chiunque, e lo sarai se saprai dare il giusto valore a ogni cosa; lo sarai se saprai dare a ogni cosa il giusto significato.

Andrai dove vorrai andare, se manterrai sempre il tuo autobus in efficienza, se farai le soste giuste per i rifornimenti e saprai, poi, ripartire.

E’ iniziato un nuovo periodo della tua vita: in pochi mesi sei passata da semplice studentessa a medico. Ti trovi in una corsia di ospedale per prepararti all’abilitazione e poi avrai tu la vita di altri nelle tue mani.
Fanne l’uso migliore, rendi felici più persone possibili, e ricorda che l’albero della vita dà sempre frutti, infinitamente dolci o amari all’inverosimile. Dipende da quali frutti cercherai.