Set 112017
 

 Settembre si ricomincia, è un po’ come un capodanno , si rivedono i progetti, si fa il punto della situazione, quello che è stato realizzato, quello ancora da realizzare ma in via di completamento e.. quello che ancora non è stato iniziato.

Settembre è il momento giusto per mettersi con carta e penna, quello che viene scritto rimane, e cimentarsi di nuovo con la ruota della vita che rimane lo strumento migliore per verificare il percorso fatto fino ad oggi e quello che ci si prefigge ancora di fare.

Brevemente, per chi non ha affrontato mai la ruota della vita, spiego di cosa si tratta: La ruota della vita è una rappresentazione grafica dei vari settori della vita, una ruota divisa in più parti, otto o dieci di solito, ogni parte rappresenta un aspetto della vita e valutando il punto dove ci si trova , si da un valore da zero a dieci. Zero rappresenta la completa non realizzazione, il dieci per riflesso la realizzazione completa di quel settore. Questa valutazione va riportata sulla ruota colorando lo spicchio interessato.

Certamente il desiderio di ognuno è arrivare al dieci in tutti i settori ma non sempre è possibile, a volte la ruota appare non idonea a sostenere un viaggio  perché ci sono dei settori che rispetto ad altri, lasciano molto a desiderare.

Personalmente ogni volta ne scelgo un paio dove concentrare la mia attenzione, in modo da non disperdere energie e focus, tralasciando volontariamente quelli che in quel momento mi sembrano meno importanti.
Ci sono dei settori nei quali mi trovo, almeno per adesso, bene cosi come sono, altri che hanno bisogno di attenzione e di solito sono quelli che se realizzati… migliorati… a cascata si riflettono su tutti gli altri o in parte su alcuni.

Faccio un esempio: Nel settore dedicato alle amicizie e alle relazioni, mi sono prefisso di uscire la domenica con gli amici per praticare il Nordic walking, e nel settore del lavoro, mi sono prefisso di lavorare qualche ora in più per avere le risorse economiche per pagarmi le uscite, le attrezzature e cosi via. Quindi lo scenario che mi si presenta è: che se non ho una buona salute, non riuscirò a fare delle lunghe camminate come invece mi piace, ne a godere della compagnia delle persone con le quali mi piace uscire e nello stesso tempo devo curare molto bene la gestione del tempo per lavorare si un po’ di più e guadagnare un po’ di più per permettermi le uscite e devo anche non trascurare e togliere tempo agli affetti, alla famiglia, agli amici stessi con i quali voglio relazionarmi.

Il settore della Salute e il settore del tempo avranno una grande importanza per i miei obiettivi, dovrò tenermi in forma con l’attività fisica, con l’alimentazione e cosi via , e nello stesso tempo, magari, non impiegare tempo sui social o altre cose meno utili e fare più lavoro negli stessi tempi in modo da non toglierne alla famiglia, agli affetti, alle relazioni ecc.
Quindi è evidente che molti settori, se non tutti i settori della Ruota della vita, sono interconnessi e alcuni più di altri sono significativi per la ricaduta che hanno complessivamente su tutti gli altri settori.
La ruota della vita è uno strumento molto importante, è il punto di verifica per capire da dove parti e ti aiuta a capire dove vuoi arrivare, dalla ruota puoi partire per formulare i tuoi progetti, ma di questo ne parleremo in seguito.

Ora tocca a te, ricalca l’immagine che illustra questo articolo, i settori indicati sono quelli che di solito si prendono in considerazione in una seduta di coaching ma tu puoi cambiare e inserire altri settori che ritieni importanti e fa il punto della situazione.
Colora i vari settori, giudicando onestamente dove sei, è una cosa solo tua, nessun altro la vedrà se tu non vuoi, quindi è inutile mettere tutti 10 ci saranno anche dei 6 o anche 5, a me capita.


A che punto è la tua vita in questo settembre?
Stai andando verso la riuscita dei buoni propositi che ti eri posto/a all’inizio dell’anno?
Li hai lasciati andare ?
Cosa vuoi realizzare da oggi a fine anno ?
E nell’anno prossimo … nel 2018 cosa vuoi realizzare? Quali sono i tuoi obiettivi?
Lo so che sembra difficile rispondere a tutte queste domande, prendi del tempo per te, carta e penna, e comincia a riflettere. Sicuramente l’aiuto di un Coach contribuirebbe a rendere più facile fare il punto della situazione, definire gli obiettivi e poi realizzarli.
Ti auguro buon lavoro.. e.. il 2018 sta arrivando

Ago 192015
 

Tratteresti male, deliberatamente, una persona a cui tieni molto, soltanto perché ha fatto un errore o non è riuscita a raggiungere un obiettivo.. o per qualsiasi altro motivo sapendo bene che non merita quel trattamento?
Credo di no… eppure è quello che facciamo ripetutamente con noi stessi.
angelo-amp-diavolo-21632913Ci basta il minimo errore o il non riuscire a realizzare qualcosa e con il nostro dialogo interno , ce ne diciamo di tutti i colori.
L’autostima è una convinzione e anche uno stato d’animo.
Una convinzione perché siamo convinti di valere o di non valere;
Uno stato d’animo perché viene indotta da quello che ci dicono e da quello che ci diciamo.
Mentre non possiamo influire molto su quello che ci viene detto dagli altri, se non assumerne il giusto significato e neutralizzarlo, possiamo controllare quello che ci diciamo e utilizzare il giusto “vocabolario”
Un presupposto della PNL è che non esistono fallimenti ma solo risultati.
Effettivamente non conosco nessuno che al primo colpo abbia realizzato qualcosa, ma tutti sono andati per tentativi.
Si dice che Edison abbia “fallito”9999 volte prima di realizzare la lampadina e diceva che ogni volta si avvicinava di più al risultato.
Noi siamo quello che ci diciamo di essere, se diciamo di essere dei falliti perché non siamo stati in grado per un periodo di seguire un regime alimentare o di allenarci costantemente, allora ci sentiremo e saremo dei falliti.
Se utilizziamo un modo di parlare diverso nei nostri confronti avremo dei risultati diversi.
Come ti sentiresti se invece di darti del fallito/ della fallita ( Sto estremizzando) ti ponessi semplicemente la domanda: Cosa posso fare per…… .. ? Come posso ………..?
Ora ti invito a fare un esercizio importante, in modo che possa prepararti ad affrontare i momenti in cui più ti serve sostenerti invece che abbatterti.
Anche questo è allenamento per raggiungere i tuoi risultati di forma fisica e di benessere.
Prendi un foglio bianco e dividilo in due parti, torna con la mente all’ultima volta che non sei riuscito/a a fare bene qualcosa: Hai saltato degli allenamenti o interrotto un regime alimentare o qualsiasi altra cosa a cui tenevi, ti eri programmata ma non sei riuscito/a a realizzare. Torna a l tuo dialogo interno, cosa ti sei detto/a?
Scrivi le parole sulla parte sinistra del foglio poi sulla colonna destra, trasforma quelle parole in modo che abbiano un impatto emotivo diverso e potenziante.

Sono un fallito Questo tentativo non è riuscito ma posso fare qualcosa di diverso.
Non ci riuscirò mai Se mi impegno riuscirò sicuramente

Ricorda che I fallimenti non ti rendono un fallito, sono stati necessari per acquisire la tua esperienza, vivili come un modo per apprendere .
Se ce ne fosse bisogno, tieni a mente che tutte le persone sbagliano.
Ricorda anche che tu sei un essere prezioso/a e che tutto dipende dall’atteggiamento con il quale ti poni davanti alle cose, quindi tutto dipende da te, Assumiti la responsabilità delle tue azioni, festeggia i successi, rifletti sugli insuccessi e usali come scuola.
Circondati di persone che sappiano apprezzarti, prenditi cura di te stesso/a, , apprezza le tue qualità e se cadi rialzati e riprendi a camminare.

Ubaldo Saltarelli
Life coach

Articolo pubblicato nel sito WWW.workout-italia.it

Ott 202014
 

jet-privato-high-tech  Nonno Francesco aspettò tre giorni in stazione un treno che non è mai passato, evitando di prendere tutti i treni che in quei tre giorni sono passati per la stazione di Marino.
Aspettava il treno dei “poveracci”e non il treno dei “signori”…

Siamo ancora come Nonno Francesco?

Qualche giorno fa, cercando un biglietto conveniente da acquistare sul sito di Trenitalia, la domanda me la sono posta: “Siamo come Nonno Francesco”?

Quando sul sito di Trenitalia, si clikka sul tipo di treno che occorre prendere per un determinato viaggio, si apre una tendina con tutte le offerte e con stupore ho notato che, pur essendoci delle offerte convenienti di viaggio, in aree del treno che potremmo definire di prima classe, al prezzo dell’area base, i posti in quell’area erano terminati e i posti in “prima” allo stesso prezzo della base, erano ancora tutti lì… invenduti e… ripeto… il prezzo era esattamente lo stesso.

Forse SI! Siamo ancora come Nonno Francesco non crediamo ancora di meritare di viaggiare nel treno dei signori e probabilmente non andiamo a vedere cosa c’è oltre quello che ci aspettiamo che ci sia per noi, altrimenti ci accorgeremmo che ci sono dei posti più comodi che ci stanno aspettando.

Il meritare o meno una determinata cosa, e la convinzione più potente che abbiamo quando dobbiamo raggiungere qualcosa che ci sta a cuore, fa parte di quelle convinzioni che abbiamo su noi stessi, sulla nostra identità.

Potremmo avere il desiderio, l’occasione, la possibilità di ottenere qualcosa, di raggiungere un obiettivo, ma se non crediamo di meritarlo, non lo otterremo, non raggiungeremo l’obiettivo che ci siamo prefissati. Questo avviene senza che ce ne rendiamo conto, è un programma cha abbiamo dentro e come un virus nel pc, parte ogni volta cha apriamo gli occhi la mattina e impedisce che girino i programmi migliori.

Personalmente sono convinto che ogni persona merita di “viaggiare in prima classe”, ma quello che credo io, non importa se non lo credi anche tu, quindi torna a un obiettivo che hai mancato, o qualcosa che non hai ottenuto, e chiediti: “Credevo di meritarlo?” Pensaci attentamente, guarda dentro… parla con il cuore.

Ti verranno in mente quei sensi di colpa che ti porti dietro, quella volta che hai dato una rispostaccia, un compito non fatto…
Chiediti se sono queste cose che ti fanno pensare di non non essere meritevole. Dopo di che renditi conto che il passato è ormai passato e quello che hai fatto ormai è fatto e probabilmente lo ricordi solo tu.

Renditi conto che noi facciamo quello che possiamo con le risorse che abbiamo in quello specifico momento, non con le risorse che abbiamo oggi dopo anni di vita e di esperienza in più.

Pensa che il comportamento che noi abbiamo in ogni occasione, quel comportamento non siamo noi, è solo un comportamento, noi siamo infinitamente migliori e meritevoli di viaggiare nel treno della vita in prima classe.

Per l’esercizio che ti sto per proporre occorre qualche foglio di carta, una penna, un cestino per i rifiuti con una busta di plastica e qualche minuto del tuo tempo:

• Scrivi tutti i motivi per cui pensi di non essere meritevole sul foglio di carta… Mettici i ricordi spiacevoli in cui non ti sei piaciuto/a, tutti i sensi di colpa, la paura di affrontare le situazioni, tutto quello che ti viene in mente;
• Rileggili attentamente, rifletti se puoi averne dimenticato qualcuno, forse nascosto ce n’è un altro cerca bene… ne basta uno dimenticato per farli tornare tutti, permetti a te stessa/o di trovarli proprio tutti;
• Ora che li hai scovati e scritti tutti in quel foglio di carta, sono in tuo potere, non possono più scappare, è ora di dirgli addio;
Assapora la sensazione di potere che hai, provala intensamente, vediti forte e meritevole,ascolta quel sospiro di sollievo che arriva dal cuore;
• Appallottola il foglio di carta, gettalo nel cestino, chiudi la busta e portala subito in un cassonetto per la raccolta dei rifiuti;
• Ora scrivi tutti  i motivi per i quali ritieni di essere meritevole;
• Rileggili e controlla che ci siano proprio tutti, valli a scovare che ci sono e sono tanti, non dimenticarne nessuno ma lascia uno spazio nel foglio, forse dovrai aggiungerne altri
Renditi conto di che meravigliosa persona sei;
• Piega il foglio, mettilo nel portafoglio e rileggilo spesso, se puoi tutti i giorni.

Ora premiati, fatti un regalo, è più che meritato per il lavoro che hai fatto.

Io voglio premiarti con un brano attribuito a Nelson Mandela:
La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati, ma di essere potenti oltre misura. E’ la nostra luce, non la nostra ombra a spaventarci di più. Ci chiediamo, chi sono io per essere brillante, bellissimo, pieno di talento e favoloso? In realtà, chi sei tu per non esserlo? Sei figlio di dio. Il tuo giocare in piccolo non serve al mondo. Non c’è niente di illuminato a sminuire se stessi in modo che altre persone non si sentano insicure vicino a te. Siamo tutti nati per brillare come fanno i bambini. Siamo nati per manifestare la gloria di Dio che è dentro di noi. Non solo in alcuni di noi, ma in tutti noi. E mentre lasciamo che la nostra luce risplenda, inconsciamente diamo agli altri la possibilità di fare altrettanto. E quando siamo liberati dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.”

E con questo ti auguro che il viaggio della tua la vita sia sempre in prima classe.
Questo articolo è stato pubblicato su www.enciclopediadellapnl.com

Set 302014
 

Francesco era il mio bisnonno da parte materna. Era il padre di mia nonna. Era nato e vissuto in un paesino della Ciociaria, terra dura e difficile da coltivare. La sua era una vita difficile, piena di sacrifici e a volte soffriva la fame. All’epoca si viaggiava sui carretti trainati da cavalli o da asini. Un giorno Francesco decise che quella non era più vita, mise le poche cose su un carretto, e con nonna Donata, sua moglie sposata da poco, venne ad abitare a Marino, nella provincia di Roma.

Qui la terra era migliore, grandi vigneti, grandi estensioni di terreni coltivati e da coltivare, terra che dava i frutti ogni anno e ti ripagava della fatica e del sudore. Una specie di paradiso per Francesco e Donata che facevano di mestiere i braccianti agricoli.

Francesco scopri che a Marino c’era una stazione ferroviaria che collegava Marino a Roma in poco tempo, non come il carretto con i cavalli che impiegava una giornata tra andare e venire. Così un giorno decise di provare il treno. E per dirla con Guccini, “La locomotiva sembrava fosse un mostro strano che l’uomo dominava con il pensiero e con la mano”, nonno Francesco si recò alla stazione, e attese.

Si fece buio e se ne tornò a casa senza salire su nessun treno. La mattina successiva si ripeté la stessa scena e il giorno dopo ancora uguale. Il terzo giorno, in tarda mattinata, il capostazione chiese a mio nonno: “Francesco, sono tre giorni che vieni alla stazione e non prendi nessun treno, aspetti che faccia buio e te ne vai, cosa succede, perché non prendi nessun treno?” E lui rispose: “Tu dici sempre ‘In carrozza signori’… E io aspetto il treno dei poveracci”.

Quante volte abbiamo aspettato il treno dei poveracci per salire sul treno che non è mai passato? Quante occasioni abbiamo perso perché convinti che non era per noi? Le convinzioni sono sensazioni di assoluta certezza, su qualcosa, su qualcuno, su noi stessi. La nostra identità è una convinzione, la più potente di tutte e la più difficile da sostituire.

Nonno Francesco CREDEVA di ESSERE un poveraccio e da tale si comportava, pensava, viveva. Certamente all’epoca (i primi del ‘900) non si parlava di PNL, di convinzioni, di identità. Non si sfuggiva a quello che credevi e dicevi di essere. Se credevi di essere un poveraccio lo eri, punto.

Ma se ci penso, anche oggi se credi di esserlo lo sei, punto.

Sono passati 100 anni, il Dr. Richard Bandler e il Dr. John Grinder, hanno creato questa grande cosa che è la PNL (Programmazione Neurolinguistica), questa immensa cassetta degli attrezzi che inconsapevolmente ci portiamo dietro, e che di solito utilizziamo (ahimè) più per creare situazioni non utili che situazioni utili. A costo di essere ripetitivo, ma fare in modo che ognuno possa salire sul proprio treno: ripropongo qui di seguito il metodo di Anthony Robbins per cambiare le nostre convinzioni non utili e sostituirle con delle convinzioni utili, di cui ho parlato nel mio E-Book “Semplice_mente PNL”

Immagina che la tua convinzione sia un tavolo al quale tu hai dato molte gambe.

Il tavolo è la tua convinzione, le gambe sono tutte le certezze che sono legate a quella convinzione, cominciamo a fare in modo che il tavolo inizi a traballare. Crea il dubbio sulla convinzione non utile: è una convinzione tua? Dovuta a cosa? Ti viene dalla famiglia? Dalla scuola?, Hai mai provato a fare quella cosa? Se si quante volte? Quante volte sei caduto prima imparare a camminare? Quante volte hai creduto impossibile qualcosa che con l’impegno sei riuscito a fare molto bene?

Crea certezze sulla convinzione utile che sostituirà quella non utile, crea le gambe che sosterranno il tavolo: quante volte sei riuscito a fare bene quello che volevi? “Questa convinzione mi aiuterà a…”, “Facendo mia questa convinzione la mia vita cambierà in questo modo…” , “Mia moglie/mio marito/ i miei figli, saranno fieri di me.”, “Migliorerà anche la loro vita, quanto guadagnerò in salute, in denaro, in tempo, assumendo questa nuova convinzione?”

Una volta assunta la nuova convinzione, comportati di conseguenza, pensa di conseguenza, agisci di conseguenza, e ricorda che siamo quello che crediamo di essere e che possiamo credere di essere quello che vogliamo essere.

Nonno Francesco decise di andare a fare fortuna in America. Trovò, infine, la nave dei poveracci. Raccontava mia nonna che: “Partì con pulci e tornò con i pidocchi.” Francesco, nonostante vedeva davanti ai suoi occhi gente che si riscattava dalla propria condizione, credeva di essere un poveraccio e da tale si è sempre comportato. E’ morto in povertà.

Noi possiamo scegliere.

 

Questo articolo è stato pubblicato su: www.enciclopediadellapnl.com

Ott 042012
 
 4 ottobre 2012  Diario No Responses »

supermercato inflazioneScendo dalla macchina e mi avvicino al supermercato, ho con me le due buste di tela che da un po’ hanno sostituito quelle di plastica.

Il ragazzo che recupera i carrelli della spesa mi grida: “Oggi niente carrello?”  E’ un ragazzo di colore, molto educato, ha la famiglia con sé in Italia, credevo fosse un clandestino, si guadagna il pane vendendo cose e riportando a posto i carrelli fuori dei supermercati. Il sabato e la domenica è il turno del supermercato in cui faccio di solito la spesa.

Rispondo: “Oggi niente carrello, devo prendere solo due cose” ed entro.

Sa che se prendo il carrello, avrà la moneta nell’aggancio quando lo riporterà al suo posto, altrimenti nulla.

Passo alcuni minuti alla ricerca di quello che mi serve, altri minuti alla cassa ed esco.

Lui si sta avvicinando con un carrello spinto con la mano che aveva libera, nell’altra le cose che vende, si fa più vicino e dice “Aspetta”, e io “ Lo sai che non compro nulla” e lui “ No comprare”. Mi incuriosisce: niente carrello, no comprare, cosa deve dirmi?

Poso le borse a terra e mi accingo ad ascoltare.

Non dice nulla, dalla tasca posteriore dei pantaloni tira fuori un portafoglio, molto sottile, dà l’impressione di essere vuoto.

Lo apre e cerca dentro, in effetti è vuoto, tranne che per due talloncini, in verità due strisce di carta di quelle che si danno in alcuni uffici per le informazioni brevi.

Senza parlare mi mostra le due striscioline di carta, metto gli occhiali per leggere, sui foglietti ci sono scritti i numeri dei conti correnti e le cifre che dovrà versare per avere il permesso di soggiorno.

Complessivamente sono quasi 90 €.

Quando ho letto comincia a parlare con aria veramente triste, gli occhi bassi, la voce meno alta del solito, quando scherziamo e ride: “Fanno pagare tasse anche a me. Ma che lavoro è questo… difficile pagare…”

e io: “Non parlarmi di tasse….”

e lui: “ Difficile pagare per me…. Ma con tuo contributo….“ e non finisce la frase, lascia che sia io a completarla dentro di me.

Lo guardo dritto negli occhi, sta usando veramente tutto: parole, voce, corpo e penso dentro di me, sorridendo dentro: “Carogna, mi hai fregato!”

Tiro fuori dalla tasca gli spicci che ho, sono ben di più del solito euro nel carrello, ma non si tratta di mettere a posto il carrello, è un contributo!!!

Prende i soldini, ringrazia e va a mettere a posto il carrello che ancora ha davanti, pronto per prenderne un altro.

Salgo in macchina pensando che se li è meritati proprio, ha cambiato strategia nei pochi minuti che sono stato nel supermercato ed è stato capace di “estorcermi” tutti gli spiccioli che avevo in tasca con poche parole e nel giro di 2 minuti.

Ha solo commesso un errore, non mi ha chiesto la cifra del “contributo”, probabilmente avrebbe avuto di più degli spiccioli che ha avuto, ma è un ragazzo intelligente e non escludo che nel suo Paese, abbia conseguito anche qualche titolo di studio che in Italia non può usare. Imparerà.

Un caso di comunicazione efficacemente inconsapevole, il ragazzo ha usato tutti gli elementi in suo possesso per convincermi, inconsapevole di usare una tecnica di pnl.

Poche parole (il 7%), la voce fioca, scoraggiata, di chi non sa come fare il (38%), l’uso del corpo, gli occhi a terra, le mani che mi porgevano i foglietti di carta (il 55%), ecco come è stato costruito il mio contributo al suo permesso di soggiorno.

 

Ubaldo

 

Set 212012
 
 21 settembre 2012  Diario No Responses »

Senza-titolo-2Probabilmente a causa del mio balbettare, ho sempre ammirato profondamente le persone che sanno comunicare con le persone.. poche o tante .. non importa  e farsi capire.

Forse sempre a causa del mio balbettare ho sempre evitato di cimentarmi con questa particolare attività che è l’esprimersi in pubblico…

Poi ho incontrato la PNL  e ho imparato alcune cose.

La prima cosa che ho imparato è stata che anche se non parlo, comunico sempre qualcosa.

La seconda che sono responsabile io di quello che comunico.

La terza che io scelgo in ogni momento cosa comunicare e i risultati che voglio ottenere.

La quarta che la comunicazione deve essere coerente, deve cioè coinvolgere il corpo , la voce e le parole contemporaneamente  e queste quattro cose sono vere sia che si tratti di comunicare all’interno di noi, cioè il dialogo interno, sia che vogliamo comunicare all’esterno con famiglia, amici, colleghi…. E anche grandi masse di persone, come i grandi leader della storia. Perché no?

Ho anche scoperto che molti grandi leader della storia avevano la mia stessa difficoltà nel parlare … eppure sono stati in grado di muovere milioni di persone.

Si dice che dalla qualità della nostra comunicazione dipende la qualità della nostra vita, e non è solo una frase fatta-

Immagina la solita scenetta dei due fidanzati che litigano e uno accusa l’altro di non averlo/a mai capita, o il professore a scuola che parla con quel tono monocorde, da seduto alla cattedra e che non alza mai gli occhi da quello che sta leggendo… che noia…

Mi è accaduto di partecipare a dei corsi durante i quali qualcuno seduto nelle retrovie  aveva ceduto al sonno  ascoltando quel  discorso quasi ipnotico del professore sul palchetto … e vedere tre quarti del pubblico sbadigliare.

In altre occasioni ho visto un pubblico attento e partecipe dall’inizio alla fine, dov’era la differenza? …. Nel modo di comunicare naturalmente.

Come sappiamo dalla PNL la comunicazione è divisa in tre aree o meglio in tre tipi di comunicazione, ognuna con una fetta di coinvolgimento.

La prima area è la comunicazione verbale … le parole che noi usiamo per descrivere qualcosa, le parole sono importanti? Certamente .. per il 7%.

La seconda area è la comunicazione paraverbale..l’uso della voce … importante per il 38%. Hai notato come fa piacere ascoltare qualcuno che sa usare bene la voce, che ti attrae con le sue storie facendole vivere nella mente con le immagini che riescono a  creare.

La terza area è la comunicazione non verbale … l’uso del corpo… importante per ben il 55 %.. Immagina un  mimo che muove il suo corpo e immediatamente ti fa capire tutto quello che  vuole dire  senza che usi parole e voce.

Torna invece a quel professore addormenta aula … era seduto, voce sempre sullo stesso tono, parole parole parole, ecco perché il signore seduto alla penultima fila russava.

In seguito, su questa rubrica, tornerò ancora sulla comunicazione, perché c’è ancora molto da dire, e molto da fare per comunicare bene, ti assicuro che molti dei nostri politici a tutti i livelli, dovrebbero imparare a comunicare meglio.

A me capita spesso di leggere delle deliberazioni di un certo consiglio comunale, all’interno delle quali sono riportati gli interventi dei vari consiglieri, e ti assicuro che la maggior parte delle volte sono interventi senza capo ne coda.

La buona notizia è questa …. Non tutti nascono grandi comunicatori, ma si può imparare come si fa, nel frattempo ti consiglio di cercare su you tube i grandi comunicatori e  studiare bene il loro modo di esprimersi.

Mi permetto di segnalartene qualcuno, senza vincoli ideologici, solo per la loro tecnica comunicativa, tra i politici, naturalmente Obama all’insediamento alla presidenza degli USA, Gianfranco Fini a Mirabello, Robert Kennedy, nello spettacolo M. Bongiorno, Amadeus, Bonolis.

Uomini diversi, per stili diversi ma tutti grandi comunicatori.

Lug 062011
 
 6 luglio 2011  Diario No Responses »

 

Sono Ubaldo Saltarelli, NLP Master Practitioner e Life Coach, il mio viaggio nella PNL iniziò per caso, in una corsia di ospedale, mentre attendevo che mio padre uscisse dalla camera operatoria per un intervento al femore.

La copertina del libro

Mentre aspettavo un mio amico che attendeva con me mi chiese se conoscevo la PNL, risposi che non mi interessavo di economia, interpretai la sigla con prodotto nazionale lordo, che non so neanche se esiste.

Mio padre aveva la convinzione comune a molte altre persone anziane che alla frattura del femore non si sopravvive e lo vidi andare in sala operatoria con rassegnazione.

Sta di fatto che il mio amico, che all’epoca credo fosse già un Practitioner  oltre che un bravo fisioterapista dopo tre giorni dall’intervento fece scendere mio padre dal letto e pian piano mosse i primi passi.

Dimenticavo di dire che mio padre era invalido e proprio quella gamba era semiparalizzata.

Magia delle parole ? Professionalità? Il mio amico mi stupì e incuriosì.

Nei giorni successivi andai in libreria  per cercare un  testo che mi spiegasse la PNL .

Di libri ne trovai una infinità, nessuno cosi semplice da darmi le basi senza partecipare ad un seminario.

Tra i tanti ne scelsi uno con il quale la casa editrice offriva in omaggio  un piccolo corso  della durata di tre ore.

Da quel piccolo corso inizio il mio viaggio nella PNL.

Fatto il corso, mi iscrissi al corso per Practitioner e da li iniziarono le difficoltà nel trovare un testo esaustivo.

Nelle librerie c’erano tantissimi libri che parlavano di argomenti specifici,  ma uno che comprendesse più o meno tutti gli argomenti trattati nel corso in maniera sintetica e comprensiva non c’era.

Sono convinto, avendo avuto confronti con i miei compagni di corsi, che questa è una difficoltà che stai affrontando anche tu, anche in considerazione che le società di formazione forniscono al massimo  qualche piccola dispensa per la guida alle esercitazioni in aula.

Questo E Book si vuole  essere un manuale per Practitioner nel quale viene  spiegata in modo chiaro e sintetico la teoria e la pratica delle cose che hanno studiato o andranno a studiare nei corsi e vuole anche essere un libro che invita ad avvicinarsi con semplicità alla PNL anche  chi di PNL non sa ancora nulla ma vuole imparare, sapere qualcosa in più.

Questo è un libro particolare, molto semplice da leggere  e da memorizzare, ti invito alla lettura con apertura mentale come accade ogni volta che hai di fronte qualcosa di nuovo.

Difficilmente troverai dei “ paroloni” e se accadrà ne troverai la spiegazione.

In mezzo e alla fine dei capitoli, troverai degli esercizi da fare, con te stesso e con altri. In PNL la pratica è importante,  perché offre esperienze generative, ovvero esperienze che  stimolano il sistema neurologico nell’acquisizione di capacità e comportamenti.

Voglio invitarti alla lettura permettendoti di scaricare gratuitamente l’introduzione e il primo capitolo del libro cliccando su questo link: Semplice-Mente PNL

Sarà una lettura formativa e nello stesso tempo divertente, piena di esempi di vita vissuta e collegamenti con filmati che illustrano le varie situazioni che potrai incontrare tutti i giorni e utili per  imparare a comunicare con te stesso/a e con gli altri.

Mi piacerebbe che quando avrai letto il libro, tu mi contattassi per dirmi come e in che cosa ti è stato utile.

Apr 062011
 
 6 aprile 2011  Diario No Responses »

francaLa mia amica Franca, storia di cadute e di successi.

Ho conosciuto Franca Scuzzarella qualche anno fa, frequentando i corsi e il forum del Giusto Peso per Sempre di Debora conti.

Franca era una donna provata dalle vicissitudini della vita, era uscita da una brutta malattia e da un trauma sentimentale che avrebbe messo in ginocchio il più forte degli individui umani , la voce le usciva quasi a fatica e si leggeva nel suo viso, dolore e sconforto.

Facemmo amicizia da subito e parlando con lei mi accorsi, che quel dolore e quello sconforto non le avrebbero impedito di vivere la sua vita.

Non mi sbagliavo … Ho visto Franca riconquistare la vita passo dopo passo … centimetro dopo centimetro … con la sua voglia di aiutare se stessa e gli altri ad avere una vita migliore a partire dalle piccole cose per arrivare alle grandi.. alla qualità della vita in senso ampio.

Ci siamo sentiti , come spesso accade, nel momento delle decisioni importanti, cosa poter fare di più?

Un percorso di PNL !

E’ passato del tempo, quella donna che sembrava finita, che a malapena riusciva a parlare adesso è un Master Practitioner in PNL e Coach Del Giusto Peso per Sempre consigliata da Debora Conti. Ideatrice del metodo, scrive E Book, tiene corsi, ha un suo sito personale che ti consiglio di vistare  WWW.proviamoci-insieme.com .

Franca ha portato l’esperienza della sua vita nel suo lavoro, solo una persona che ha avuto le sue esperienze poteva acquisire  tanta sensibilità  e tanta voglia di aiutare le persone .

Dice Antony Robbins che il futuro si decide nel momento delle decisioni, Franca ha deciso di non rimanere a terra, ma ha deciso di rialzarsi e riprendere il cammino.

Quando penso a qualcuno di avere come esempio, penso a Franca.

Buon lavoro amica mia , che il viaggio non abbia mai fine

Uby

Feb 092010
 
 9 febbraio 2010  Diario No Responses »

lettera-dimissioniIn questi anni ho compreso tante cose…

ho capito che si può essere amati per quello che si è… basta essere se stessi… e che cercare di essere qualcun altro non porta a niente se non a frustrazioni e insoddisfazioni… prometto di essere me stesso in ogni momento della mia vita.

Ho capito che l’amore è qualcosa che si riproduce velocemente e  torna indietro 10 volte tanto… prometto di amare con tutta la forza che mi viene dall’amore e di accettare tutto l’amore che mi viene dato.. senza che una goccia ne venga sprecato.

Ho capito che meritiamo molto di più di quello che pensiamo di meritare… prometto di meritare ogni cosa buona che mi viene dalla vita.

Ho capito che volersi bene è facile… anche se ci hanno sempre insegnato il contrario e ce lo hanno fatto pesare come una colpa… prometto di volermi bene in ogni giorno della vita.

Ho capito che quello che mi appassiona mi rende la vita migliore… prometto di rincorrere le mie passioni e di crearne altre.. e di creare una vita sempre migliore.

Ho capito che il mio corpo è importante… racchiude qualcosa di prezioso… il cuore, la mente, l’anima… prometto di curarlo per  tutti i giorni.

Ho capito che questa cura richiede impegno e concentrazione e nello stesso tempo gioia e divertimento, le rinunce e le fatiche eccessive non fanno bene… prometto di impegnarmi nella cura e fare tutto ciò che il mio corpo richiede… con gioia e divertimento.

Ho capito che il cammino può essere interrotto… e che può essere ripreso in qualsiasi momento… scelgo  di riprendere il cammino…

In fede

Ubaldo.Uby. Saltarelli

Questa mia promessa è stata pubblicata sul Forum di discussione del Giusto peso per sempre; oggi voglio aggiungere qualcosa…

Ho capito che ogni persona ha bisogno di altre persone che sappiano vedere le qualità che esse stesse non riescono a vedere ,  che se solo qualcuno riesce a far vedere loro le  efettive potenzialita e qualità che possiedono, decidono di cambiare in meglio la loro vita e quella di chi gli sta vicino.

Prometto di cercare nelle persone la parte migliore di loro stesse , di mostrargliela e di aiutarle, se lo vogliono, a cambiare la loro vita, come io sono stato aiutato a cambiare la mia.

In Fede

Ubaldo.Uby.Saltarelli