Set 202017
 

Dopo aver fatto la RUOTA della VITA, ( hai fatto l’esercizio? Se non l’hai fatto ti invito a leggere l’articolo e a divertirti con quel coloratissimo esercizio  Clicca qua ) e dopo aver valutato i vari settori della vita, Il passo successivo è darsi degli obiettivi.

Sta a te stabilire in quali settori … e cosa vuoi ottenere, la cosa importante è che non resti un sogno.
Mi piace dire che non sempre si realizzano i sogni ma tutto quello che è stato realizzato è stato prima sognato. Questa è la fase in cui si sogna e si trasformano i sogni in obiettivi e poi in realtà.

So che pensando al tuo sogno ti starai dicendo : Vorreiiiiiiii ……
Ecco il primo requisito perché un sogno diventi un obiettivo: Lo devi volere.
Vorrei è qualcosa di limitante, è un non desiderio, lo vuoi o non lo vuoi , non c’è un vorrei di mezzo.

Il secondo requisito è il VOGLIO deve essere espresso in positivo.
Faccio un esempio: hai scelto tra i settori della tua ruota della vita sul quale lavorare, il settore della salute e magari come succede spesso, si deve rientrare in un certo peso per stare bene. Dire non voglio più pesare tanti kg è un errore, la mente inconscia non processa le negazioni e si esprime per immagini, se dici di NON voler più pesare tanto, l’immagine che rimandi alla tua mente è proprio la tua immagine con tutto quel peso.
La mente inconscia, è ubbidiente, non è ironica, non discute fa esattamente quello che tu vuoi sia che tu glielo dica in un modo o in un altro …
Ti faccio un altro esempio, considera la tua mente come un navigatore satellitare, per arrivare all’indirizzo giusto, dove tu vuoi arrivare , devi inserirlo chiaramente nel navigatore, poi sarà lui a trovare le strade giuste, se sbagli a girare, sarà il navigatore a ricalcolare il percorso fino a quando non arrivi a destinazione.

Questo esempio introduce ancora un altro requisito del sogno che diventa obiettivo, deve essere SPECIFICO.
Specifico significa che bisogna essere estremamente chiari su quello che si vuole.
Tornando al peso che bisogna riconquistare, dobbiamo determinare esattamente che peso vogliamo avere … Voglio pesare esattamente XX kili!
E siamo a buon punto … Voglio pesare esattamente XX kili … entro quanto tempo?

Il quarto elemento del sogno che diventa obiettivo è quello di essere DEFINITO NEL TEMPO.

Dire di voler raggiungere un obiettivo senza dire entro quando equivale a dire… da lunedì comincio e non cominciare mai…. Quante diete dovevamo iniziare di lunedì? Quante palestre dovevamo frequentare dal 2 gennaio ? Ma quale lunedì? Ce n’è uno a settimana e quale 2 gennaio? Ce n’è uno ogni anno.
Si dice, ormai un po’ troppo ripetuto ma è vero, che la differenza tra un sogno e un obiettivo è una data.
Quindi un obiettivo deve avere una data di inizio nella quale si inizia a progettare e fare e una data di fine, entro la quale l’obiettivo deve essere raggiunto.
Riepilogando un obiettivo deve:

Essere voluto;

Espresso in positivo;

Specifico;

Definito nel tempo;

Ci siamo quasi, ancora qualcosa: Deve essere credibile, se dici di voler perdere 20 kili in una settimana, non è credibile, a meno che non subisca una radicale amputazione, ma questo non sarebbe molto salutare.

Un elemento essenziale del sogno che diventa realtà è che sia, come si dice in PNL, ECOLOGICO, nel senso che deve essere buono per te e anche per gli altri.
Pensa se per raggiungere il tuo obiettivo, dovessi lavorare per 20 ore al giorno per sei giorni a settimana, che ne sarebbe della tua salute? Quando potresti stare con la tua famiglia, con i tuoi affetti? Non sarebbe qualcosa si buono ne’ per te ne’ per gli altri.
La realizzazione dell’obbiettivo deve essere sotto la TUA RESPONSABILITA’ e deve essere un TUO OBBIETTIVO.

Se pensi che la responsabilità del raggiungimento del tuo obbiettivo, possa essere relegata a qualcun altro, evidentemente non hai un obbiettivo ma solo la speranza che qualcuno faccia qualcosa per te .. raramente ciò avviene.

Per concludere , non puoi avere obbiettivi per altri ma solo per te, sei l’unica persona su cui hai potere , sui tuoi pensieri e sulle tue azioni.. quindi adesso tocca a te.

Se vuoi, ora, hai gli strumenti necessari per stabilire quello che vuoi e come raggiungerlo.
Su come raggiungere gli obiettivi ne parlo più approfonditamente nell ‘E Book “Semplicemente PNL” che trovi cliccando sul titolo.

Aspetto tue notizie, attraverso i commenti o scrivendomi a info@ubaldosaltarelli.it
Buon lavoro e a presto.
Ubaldo

Nov 142016
 

mercatoMi  chiedono spesso cosa è la PNL, le risposte sono tante, come sono tante le persone che se lo chiedono e me lo chiedono. Nel corso del tempo le risposte sono cambiate.

Man mano che prendevo sempre più  coscienza, io stesso, di cosa stavo parlando e promuovevo, le risposte erano diverse: La cassetta degli attrezzi, lo studio soggettivo dell’esperienza, lo studio dell’esperienza umana, lo studio dell’eccellenza…  ma erano cose che sentivo lontane da me e dalle persone alle quali rispondevo. Certo che erano e sono definizioni giuste… Ma… quanto comprensibili a breve? Erano risposte che facevano dire … “Ahhhh ho capito!”?

Credo che la semplicità delle cose sia l’arma vincente in tutto, PNL compresa, anche per questo il mio primo libro si chiama “Semplicemente PNL“, rendere le cose semplici è stato sempre il mio “pallino” forse perché mi sono trovato molte volte davanti a complicazioni inutili, anche durante lo studio della PNL stessa.

Ora a chi mi chiede cosa è la PNL dico che è qualcosa che facciamo ogni giorno il più delle volte inconsapevolmente , che ci “Programmiamo” in base alle esperienze passate, in base a quello che crediamo, in base a quello che ci dicono e  a quello che ci diciamo, dico che la PNL non ha inventato nulla, se mai ha scoperto qualcosa su come funzioniamo, su quali sono i nostri meccanismi interni che ci spingono a realizzare o meno quello che vogliamo e che comunque in un modo o in un altro mettiamo in moto dei meccanismi consci e inconsci che ci spingono a dei comportamenti piuttosto che ad altri.

La PNL ha avuto e ha il merito di individuare le cose che funzionano nella nostra mente, nella mente di chi ha successo, di chi realizza i propri obiettivi, di chi riesce a vivere felicemente la propria vita e le ha rese fruibili a tutti con delle tecniche sostanzialmente semplici, che molto spesso somigliano a giochi.

Ha anche avuto il merito di individuare tutto ciò che nella nostra mente ci impedisce di realizzare quello che vogliamo e ci ha dato i mezzi per superare gli ostacoli che si sovrappongono tra noi e i nostri obiettivi. Ne ho trattato in modo semplice nel mini ebook “STAI CALMO E CAMBIA LE CONVINZIONI DEPOTENZIANTI”.

La PNL è semplice, è qualcosa che applichiamo ogni giorno. Ci “programmiamo” o anche … purtroppo … “ci programmano”, è PNL? … si lo è! I telegiornali, la pubblicità, anche gli scaffali del supermercato ci condizionano… è PNL … si lo è!  La persona che riesce a realizzare se stessa e vivere la vita che desidera è PNL?… Si lo è!  Qualcuno che in mezzo a tanti mediocri riesce ad emergere pur vivendo nello stesso ambiente  è PNL? … Si lo è!  

Non c’è un momento della nostra vita in cui il nostro dialogo interno tace, parla.. parla… parla… e non c’è modo di azzittirlo, ma possiamo trasformarlo, possiamo cambiare quello di cui siamo convinti, possiamo scegliere i nostri pensieri … POSSIAMO. 

A questo serve la PNL , a restituire potere a noi stessi, a farci capire che possiamo avere una vita diversa  da quella a cui sembriamo destinati.

Cos’è allora la PNL? E’ la vita di tutti i giorni, sono i nostri pensieri, le nostre convinzioni, i nostri valori, la PNL è quella cosa che ci può cambiare la vita perché ci insegna a fare nel modo più utile e naturale quello  che facciamo già  in modo inconsapevole.

 

 

Mag 062016
 

Per un Coach la formazione è essenziale, sia che la dia o che la riceva.
Dopo aver frequentato le migliori scuole di formazione e aver accumulato una discreta “esperienza sul campo” sento sempre il bisogno di migliorare la mia formazione e di conoscere nuove tecniche che mi permettano di aiutare le persone a raggiungere i propri obiettivi e a risolvere i problemi che la vita ci offre ogni giorno, a trasformali in occasioni di crescita e di cambiamento.

Sinceramente non è facile trovare della buona formazione, almeno formazione di alto livello.
Ieri girando per internet alla ricerca di qualcosa di nuovo sul panorama della formazione mi sono imbattuto nel corso “Strumenti di coaching” di Debora Conti.

pnl-coach-strumenti-coaching-debora-contiLa curiosità mi ha spinto ad approfondire la lettura della pagina.

La pagina è gradevole e da una prima idea di quello che sarà il corso complessivamente.

Spiega chiaramente cosa imparerai e cosa otterrai partecipando al corso , con la consueta onestà che deve avere un grande Coach. Un link ti porta a una successiva pagina e qua trovi un assaggio di quello che sarà il corso: Tre video in omaggio da vedere tutto d’un fiato e scopri già la qualità della formazione che cercavi. Senza contare poi i bonus che avrai frequentando il corso, in conclusione guadagni di più di quello che spendi.

Mi ha convinto, questa è formazione di qualità!
Conosco Debora Conti da molti anni, posso dire che per certi aspetti è stata la mia Maestra, ha cambiato la mia vita, mettendomi nella condizione di appassionarmi alla PNL, e di cambiare me stesso e altre persone, so che Debora conti ha cambiato anche la vita di migliaia di persone che le si rivolgono e se ha cambiato la mia vita di uomo timido e balbuziente e quella di altre migliaia di persone, è evidente che il suo Coaching è Coaching di qualità.

Ora Debora ci rivela i suoi segreti, ci spiega come entrare nel cuore e nella mente delle persone, il suo modo di spingere le persone a cambiare utilizzando le tecniche di Coaching che lei usa e che ha creato e tecniche di PNL.

Inutile dire che il 24 e 25 settembre sarò a Milano per partecipare al corso… dimenticavo una cosa estremamente gradevole, il corso è in promozione, puoi partecipare risparmiando del denaro e ottenere di più di quello che pensavi.
Che tu sia già un Coach esperto, o che tu sia in via di diventarlo, spero di incontrarti a Milano il 24 e 25 settembre per partecipare con Debora Conti al corso “Strumenti di Coaching”

Ago 192015
 

Tratteresti male, deliberatamente, una persona a cui tieni molto, soltanto perché ha fatto un errore o non è riuscita a raggiungere un obiettivo.. o per qualsiasi altro motivo sapendo bene che non merita quel trattamento?
Credo di no… eppure è quello che facciamo ripetutamente con noi stessi.
angelo-amp-diavolo-21632913Ci basta il minimo errore o il non riuscire a realizzare qualcosa e con il nostro dialogo interno , ce ne diciamo di tutti i colori.
L’autostima è una convinzione e anche uno stato d’animo.
Una convinzione perché siamo convinti di valere o di non valere;
Uno stato d’animo perché viene indotta da quello che ci dicono e da quello che ci diciamo.
Mentre non possiamo influire molto su quello che ci viene detto dagli altri, se non assumerne il giusto significato e neutralizzarlo, possiamo controllare quello che ci diciamo e utilizzare il giusto “vocabolario”
Un presupposto della PNL è che non esistono fallimenti ma solo risultati.
Effettivamente non conosco nessuno che al primo colpo abbia realizzato qualcosa, ma tutti sono andati per tentativi.
Si dice che Edison abbia “fallito”9999 volte prima di realizzare la lampadina e diceva che ogni volta si avvicinava di più al risultato.
Noi siamo quello che ci diciamo di essere, se diciamo di essere dei falliti perché non siamo stati in grado per un periodo di seguire un regime alimentare o di allenarci costantemente, allora ci sentiremo e saremo dei falliti.
Se utilizziamo un modo di parlare diverso nei nostri confronti avremo dei risultati diversi.
Come ti sentiresti se invece di darti del fallito/ della fallita ( Sto estremizzando) ti ponessi semplicemente la domanda: Cosa posso fare per…… .. ? Come posso ………..?
Ora ti invito a fare un esercizio importante, in modo che possa prepararti ad affrontare i momenti in cui più ti serve sostenerti invece che abbatterti.
Anche questo è allenamento per raggiungere i tuoi risultati di forma fisica e di benessere.
Prendi un foglio bianco e dividilo in due parti, torna con la mente all’ultima volta che non sei riuscito/a a fare bene qualcosa: Hai saltato degli allenamenti o interrotto un regime alimentare o qualsiasi altra cosa a cui tenevi, ti eri programmata ma non sei riuscito/a a realizzare. Torna a l tuo dialogo interno, cosa ti sei detto/a?
Scrivi le parole sulla parte sinistra del foglio poi sulla colonna destra, trasforma quelle parole in modo che abbiano un impatto emotivo diverso e potenziante.

Sono un fallito Questo tentativo non è riuscito ma posso fare qualcosa di diverso.
Non ci riuscirò mai Se mi impegno riuscirò sicuramente

Ricorda che I fallimenti non ti rendono un fallito, sono stati necessari per acquisire la tua esperienza, vivili come un modo per apprendere .
Se ce ne fosse bisogno, tieni a mente che tutte le persone sbagliano.
Ricorda anche che tu sei un essere prezioso/a e che tutto dipende dall’atteggiamento con il quale ti poni davanti alle cose, quindi tutto dipende da te, Assumiti la responsabilità delle tue azioni, festeggia i successi, rifletti sugli insuccessi e usali come scuola.
Circondati di persone che sappiano apprezzarti, prenditi cura di te stesso/a, , apprezza le tue qualità e se cadi rialzati e riprendi a camminare.

Ubaldo Saltarelli
Life coach

Articolo pubblicato nel sito WWW.workout-italia.it

Giu 192013
 
 19 giugno 2013  Comunicazione No Responses »

  Capire ed essere capiti

Articolo pubblicato sul sito : www.enciclopediadellapnl.com

Parlare significa comunicare?

Quante volte ti è accaduto di parlare con qualcuno ed avere  la sensazione di parlare due lingue diverse, ognuno dalla sua parte che spinge per avere ragione sull’altro.

Eppure le parole, ovvero la comunicazione Verbale, rappresentano solo il 7% della comunicazione che effettivamente inviamo all’altro, quindi la cosa che evidentemente facciamo, rendiamo la comunicazione non  congruente con il restante 93% della comunicazione che è rappresentato dal Non verbale, cioè la fisiologia, l’uso del corpo e il Paraverbale, cioè l’uso della voce.

Quante volte abbiamo sentito parlare qualcuno, che diceva un mare di belle parole, ma non siamo stati conviti dalla sua comunicazione? Come se qualcosa stonasse, come se qualcosa dentro noi (che sfuggiva alla parte conscia della nostra mente) suonasse un campanello d’allarme.

Molto probabilmente le sue parole non erano congrue con la gran parte della comunicazione (quel 97% fatto di movimenti corporei e  modo di parlare). È  chiaro che se ti dico che sono felice di vederti e sono sorridente e il mio tono di voce è gioioso, tutta la tua persona (conscio e inconscio insieme) capisce che sono realmente felice di vederti. Se invece il mio viso e il mio modo di parlare tradiscono il mio disappunto nel vederti, al di là delle belle parole, capisci che non sto dicendo il vero.

Se hai avuto la sensazione di parlare due lingue diverse, possono essere  entrati in gioco altri fattori.

Voglio raccontarti un episodio della mia vita, breve ma molto illuminante sul fatto di parlare delle lingue diverse.

Avevo un collega di lavoro con il quale non ci capivamo molto, al di là delle fazioni per cui parteggiavamo, quest’uomo è veramente una brava persona, e non riuscivo a capire perché puntualmente non riuscivamo a capirci.

comunicare

L’illuminazione arrivò dopo il mio primo corso di PNL, dopo aver affrontato il VAK , i canali di acquisizione delle informazioni.

Ognuno di noi usa prevalentemente un canale di acquisizione delle informazioni, in realtà li usa tutti e tre, Video, Audio, Kinestesico, ma uno prevale sugli altri.

La scelta del canale di acquisizione con il quale comunicare con il nostro interlocutore, a volte è essenziale per farsi capire, e  dopo aver acquisito le informazioni rispetto al  VAK, un giorno mi resi conto,  salutando il mio collega, che usavamo canali di acquisizione delle informazioni diversi, mentre io lo salutai dicendo «Ci vediamo» lui mi rispose «Ci sentiamo». È da notare che noi in realtà non ci sentivamo mai, ma ci vedevamo ogni mattina.

Facendo attenzione al suo modo di parlare, mi resi conto, che era pieno  di: ascolta, non suona, fammi sentire ecc.

Cambiando i Predicati (parole che descrivono il sistema di acquisizione prevalente) utilizzati per parlare con il mio collega la situazione è cambiata. Siamo riusciti finalmente a comprenderci ed utilizzare un buon rapporto, e quando ci salutiamo alla fine della giornata di lavoro io dico «Ci sentiamo»,  anche se in realtà ci rivedremo e non ci sentiremo.

Per capire quali siano i predicati utilizzati, chiaramente occorre  ascoltare con molta attenzione.

Quindi riepilogando, possiamo dire che per comunicare in modo di capire ed essere capiti occorre:

  • essere un ottimo ascoltatore per capire i Predicati utilizzati dal nostro interlocutore e capire quale  canale di acquisizione delle informazioni sta utilizzando prevalentemente. Considera anche che una persona che si sente ascoltata con attenzione si sente anche compresa e apprezzata e di conseguenza è più propensa ad ascoltare e ad apprezzare
  • si devono usare congruentemente  le Parole con  la Fisiologia e il Modo di parlare.

In conclusione, ringraziandoti per avermi letto anche questo mese, voglio proporti un gioco:

in questo articolo ho usato diversi PREDICATI, che lasciano capire quale è stato il mio canale di acquisizione nello scrivere questo articolo, vorrei che tu prendessi carta e penna e scrivessi tutti i predicati che riconosci e da questi cerca di capire quale canale ho prevalentemente utilizzato. Sarei felice se  mi scrivessi (ubaldo@enciclopediadellapnl.com), la tua opinione in merito.

Ti auguro una vita felicemente comunicativa,

Ubaldo

 

Set 292012
 
 29 settembre 2012  Comunicazione No Responses »

Comunicare_Territorio_2Parlare significa comunicare?

Quante volte ti è accaduto di parlare con qualcuno ed avere  la sensazione di parlare due lingue diverse, ognuno dalla sua parte che spinge per avere ragione sull’altro.

Eppure le parole, ovvero la comunicazione Verbale, rappresentano solo il 7% della comunicazione che effettivamente inviamo all’altro, quindi la cosa che evidentemente facciamo, rendiamo la comunicazione non  congruente con il restante 93% della comunicazione che è rappresentato dal Non verbale, cioè la fisiologia, l’uso del corpo e il Paraverbale, cioè l’uso della voce.

Quante volte abbiamo sentito parlare qualcuno, che diceva un mare di belle parole, ma non siamo stati conviti dalla sua comunicazione, come se qualcosa stonasse , come se qualcosa dentro noi, che sfuggiva alla parte conscia della nostra mente, suonasse un campanello d’allarme?

Molto probabilmente,le sue parole non erano congrue con la parte più della comunicazione, quel 97% fatto di movimenti corporei e  modo di parlare, è chiaro che se ti dico che sono felice di vederti e sono sorridente è il mio tono di voce è gioioso, tutta la tua persona, conscio e inconscio capiscono che sono realmente felice di vederti, se invece il mio viso e il mio modo di parlare tradiscono il mio disappunto nel vederti, al di la delle belle parole, capisci che non sto dicendo il vero.

Se hai avuto la sensazione di parlare due lingue diverse, possono essere  entrati in gioco altri fattori.

Voglio raccontarti un episodio della mia vita, breve ma molto illuminante sul fatto di parlare delle lingue diverse.

Avevo un collega di lavoro con il quale non ci capivamo molto, al di la delle fazioni per cui parteggiavamo, quest’uomo è veramente una brava persona, e non riuscivo a capire perché puntualmente non riuscivamo a capirci.

L’illuminazione arrivò dopo il mio primo corso di PNL, dopo aver affrontato il VAK , i canali di acquisizione delle informazioni.

Ognuno di noi usa prevalentemente un canale di acquisizione delle informazioni, in realtà li usa tutti e tre, Video, Audio, Kinestesico, ma uno prevale sugli altri.

La scelta del canale di acquisizione con il quale comunicare con il nostro interlocutore, a volte è essenziale per farsi capire, e  dopo aver acquisito le informazioni rispetto al  VAK, un giorno mi resi conto,  salutando il mio collega, che usavamo canali di acquisizione delle informazioni diversi, mentre io lo salutai dicendo “ … ci vediamo” … Lui mi rispose “… Ci sentiamo”. E’ da notare che noi in realtà non ci sentivamo mai, ma ci vedevamo ogni mattina.

Facendo attenzione al suo modo di parlare, mi resi conto, che era pieno  di: ascolta, non suona, fammi sentire ecc

Cambiando i Predicati,(parole che descrivono il sistema di acquisizione prevalente )  utilizzati per parlare con il mio collega, la situazione è cambiata, siamo riusciti finalmente a comprenderci ed utilizzare un buon rapporto e quando ci salutiamo alla fine della giornata di lavoro, dico “ … ci sentiamo”… anche se in realtà ci rivedremo e non ci sentiremo.

Per capire quali siano i predicati utilizzati , chiaramente occorre  ascoltare con molta attenzione.

Quindi riepilogando, possiamo dire che per comunicare in modo di capire ed essere capiti occorre:

  • Essere un ottimo ascoltatore per capire i Predicati utilizzati dal nostro interlocutore e capire quale  canale di acquisizione delle informazioni sta utilizzando prevalentemente. Considera anche che una persona che si sente ascoltata con attenzione si sente anche compresa e apprezzata e di conseguenza è più propensa ad ascoltare e ad apprezzare.
  • Si devono usare congruentemente  le Parole  con  la Fisiologia e il Modo di parlare.

In conclusione, ringraziandoti per aver letto la News dell’ Enciclopedia della PNL, voglio proporti un gioco:

In questo articolo ho usato diversi PREDICATI, che lasciano capire quale è stato il mio canale di acquisizione nello scrivere questo articolo, vorrei che tu prendessi carta e penna e scrivessi tutti i predicati che riconosci e da questi cerca di capire quale canale ho prevalentemente utilizzato.

Ti auguro una vita felicemente comunicativa

Ubaldo